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I comunicati stampa Arcigay 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenza   
giovedì 18 maggio 2006
Indice articolo
I comunicati stampa Arcigay 2006
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In queste pagine pubblichiamo in ordine cronologico i comunicati dell'ufficio stampa Arcigay in ordine cronologico, a partire dal maggio 2006.

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TV: CHIUSURA GAY.TV; ARCIGAY, PAURA INVESTITORI SEGNALE DI ARRETRATEZZA

Bologna, 20 dicembre 2006

“La chiusura di Gay.tv, il primo esempio di canale televisivo italiano dedicato ai temi gay, rappresenta un impoverimento per la televisione italiana e per la comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender)”.

Queste le parole del segretario nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, all’annuncio della fine delle trasmissioni dell’emittente, il prossimo 31 gennaio.

“La penuria di investimenti pubblicitari – continua Mancuso - è l’ennesimo segnale di arretratezza dell’Italia sulla questione omosessuale, che si unisce al ritardo politico sulla parità dei diritti e alla propensione di lesbiche e gay italiani a nascondere il proprio orientamento sessuale, molto più che in altri paesi dell’Europa e del Nord America.

“Con Gay.tv si spegne una voce indipendente e appassionata della comunità lgbt italiana, di indiscussa qualità e capace di parlare ad un pubblico gay ed eterosessuale. Per anni ha contribuito a ridurre l’isolamento di tante persone omosessuali lontane dai grandi centri metropolitani, e a costruire una comunità lgbt nazionale più consapevole e coesa.

“Ci auguriamo che il patrimonio di competenze e professionalità maturato in seno all’emittente non vada disperso e possa invece fecondare ed arricchire il panorama televisivo e multimediale italiano”.

 

FINANZIARIA: ARCIGAY, SALTANO FONDI CONTRO VIOLENZA ANTI-GAY“UNO SCHIAFFO AI DIRITTI CIVILI DEGLI OMOSESSUALI” Bologna, 14 dicembre 2006 

Il maxi-emendamento cancella dalla Finanziaria i fondi per la lotta contro la violenza anti-omosessuale. “Questa Finanziaria è uno schiaffo ai diritti civili delle persone e in particolare alla dignità e alla parità di diritti di gay e lesbiche”. Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta la scomparsa, dal maxi-emendamento alla legge presentato dal governo, delle risorse per la lotta contro la violenza anti-omosessuale. “E’ svanito nel nulla – spiega Lo Giudice - il riferimento all’orientamento sessuale. La versione originaria della Finanziaria vincolava delle risorsealla ‘Istituzione dell´Osservatorio per il contrasto della violenza nei confronti delle donne e per ragioni di orientamento sessuale’. Nel maxi-emendamento invece si parla solo di ‘istituzione di un Osservatorio nazionale contro la violenza sessuale e di genere’.

 “Per noi si tratta dell’ennesima delusione. Prima il governo ha fatto marcia indietro sulla proposta di estendere ai conviventi l’esenzione, come per i coniugi, della tassa di successione. Poi la promessa di un ordine del giorno che impegnasse il governo a presentare una proposta di legge sui diritti delle unioni civili entro il 31 gennaio 2007 è stata vanificata dalla presentazione del maxi-emendamento governativo. Infine, la beffa della scomparsa dei fondi contro la violenza anti-gay che rappresenta un fenomeno in recrudescenza nel paese. Il governo cancella così l’unico concreto provvedimento a favore della parità di diritti di gay e lesbiche che si stava apprestando a varare. E’ triste che in Italia il centrosinistra non sia in grado nemmeno di assumere quei provvedimenti minimi che nel resto d’Europa sono approvati e sostenuti persino dalla destra. A questo punto, non ci resta che rispondere nelle piazze a questa mancanza di sensibilità eattenzione. 

L’ONU ACCREDITA ILGA –EUROPE PRESSO L’ECOSOCGOTTARDI: “GIORNATA STORICA PER IL MOVIMENTO LGBT INTERNAZIONALE Bologna, 12 dicembre  2006 

Riconosciuto lo status consultivo alla rete europea delle organizzazioni lgbt “La decisione dell’Ecosoc mi riempie di gioia: è un evento storico per il movimento lesbico, gay , bisessuale e transgender di tutto il mondo” Così Riccardo Gottardi, presidente di Ilga – Europe,  ha annunciato la decisione assunta la notte scorsa dall’Ecosoc, il Comitato Economico e Sociale delle Nazioni Unite, che ha deliberato di accreditare come organizzazione avente status consultivo la sezione europea dell’Ilga(International Lesbian and Gay Association), rete internazionale delle organizzazioni lgbt.

 “Da oggi le persone Lgbt tornano ad avere una voce propria all’Onu e ad essere ufficialmente riconosciute come interlocutrici – commenta Gottardi -. Le organizzazioni Lgbt possono essere ora coinvolte molto più direttamente nel lavoro delle Nazioni Unite: potranno prendere la parola, inviare dichiarazioni scritte ed organizzare eventi in parallelo alle sessioni dell’Ecosoc.  Questo aumento di visibilità e riconoscimento sarà importantissimo negli anni a venire per ottenere un sempre maggiore riconoscimento dei dirittiumani delle persone Lgbt”  

PACS: ARCIGAY, IL CARDINALE TRUJILLO NON E’ UN INTERLOCUTORE CREDIBILEI GENITORI RACCONTINO AI BAMBINI LA FIABA DI FEDRO DE “IL LUPO E L’AGNELLO” Bologna, 11 dicembre 2006 

“Il cardinale Alfonso Lopez Trujillo ha espresso negli ultimi anni idee di odio aperto nei confronti delle persone omosessuali, scrivendo che abuserebbero sessualmente dei loro stessi figli. La politica italiana farebbe bene a non farsi condizionare dalle sue posizioni razziste”. E’ durala replica del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, al veto rilanciato oggi dal cardinale Trujillo contro qualsiasi legge sui dirittidelle unioni di fatto. “In un documento ufficiale del Vaticano, Il Lexicon, pubblicato nel 2003 dal Pontificio consiglio per la famiglia, presieduto dal cardinale Trujillo –ricorda Lo Giudice – sotto il titolo ‘Diritti del bambino, violenza e sfruttamento sessuale’ si sostiene che ‘La parte liberale tace in modo assoluto di fronte al fatto che l’abuso sessuale parta dall’educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie composte da una coppia omosessuale. Unfiglio adottato da una coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti verso un partner dello stesso sesso’. Queste affermazioni sono degne della più brutale propaganda nazista di cui erano vittima gli ebrei nella prima metà del secolo. Il cardinale Trujillo è un interlocutore non credibile su questi temi. Sempre nel Lexicon, ha affidato la stesura della voce ‘omosessualità e omofobia’ al gesuita e psicanalista Tony Anatrella, oggi inquisito in Francia per abusi su giovani seminaristi omosessuali”. “Il Vaticano – continua Lo Giudice – continua la sua campagna di menzogna contro i diritti delle famiglie di fatto. Sostenere che i Pacs indebolirebbero la famiglia è come dire che il diritto di voto delle donne indebolisce quello degli uomini, che la libertà di culto degli ebrei minaccia quella dei cattolici, che il diritto alla pensione di reversibilità dei lombardi, lede quello analogo dei laziali. Spero che a Natale tra le fiabe che i genitori racconteranno ai loro bambini non manchi quella de ‘Illupo e l’agnello’ di Fedro, celebre autore latino del primo secolo dopocristo ex schiavo dei romani. Il lupo accusa l’agnello di sporcargli l’acquadel ruscello, nonostante l’agnello si trovi a valle. E’ difficile aver buoniargomenti per negare a qualcuno il diritto di essere trattato come tutti gli altri. Si ricorre così a delle scuse artificiose”.  

CHIARA MORONI (FORZA ITALIA) DICE SI’ AI MATRIMONI GAY ARCIGAY: “BRAVA MORONI! SUI DIRITTI CI ASPETTIAMO UN SEGNALE DAI LAICI DEL CENTRODESTRA” Bologna, 08 dicembre 2006 

“Brava Chiara! Con poche parole hai espresso un’esigenza di giustizia ed uguaglianza giuridica che oggi trova risposte in tutta Europa, e non solo da parte della sinistra. Adesso ci aspettiamo un segnale dagli altri laici del centrodestra”. Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, esprime così l’apprezzamento dell’associazione per le parole di Chiara Moroni,deputata di Forza Italia, che ha auspicato “una modifica del codice civile al fine di permettere anche ad una coppia omosessuale di contrarre il matrimonio”. “Oggi la necessità di riconoscere parità di diritti anche alle coppie dello stesso sesso è dichiarata da gran parte delle forze politiche di centrodestra in Europa – spiega Lo Giudice -. In Francia, Nicolas Sarkozy ha nel suo programma un ‘contratto civile’ che prevede per le coppie gay e lesbiche l’eguaglianza in materia di diritti di successione, sociali e fiscali, mentre il centrista François Bayrou (Udf) è favorevole non solo alle unioni legali tra le coppie dello stesso sesso, ma anche che queste possano accedere all’adozione.  “Il leader tory britannico David Cameron è a favore di patti civili di convivenza per gay e lesbiche. Persino l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, possibile candidato repubblicano alle presidenziali Usa, si è dichiarato favorevole ai matrimoni gay.

 “In Italia, invece, gli integralisti cattolici presenti nei due schieramenti impediscono che si sviluppi un sereno e laico confronto fra i due poli su un tema che riguarda la libertà delle persone e il rispetto del principio costituzionale dell’uguaglianza di fronte alla legge.” “Ci auguriamo – è l’auspicio del presidente di Arcigay - che i laici del centrodestra sappiano rifuggire dalla tentazione di considerare i diritti individuali come arma politica e collaborino per l’approvazione di una legge sulle unioni civili di stampo europeo”.

 

FINANZIARIA: ARCIGAY, GOVERNO E PARLAMENTO GIOCANO A RIMPIATTINO COI DIRITTI DI GAY E LESBICHE Bologna, 07 dicembre 2006 

“Governo e parlamento stanno giocando a rimpiattino con i diritti civili di milioni di persone che vivono in famiglie non sposate, fra cui quelle lesbiche e gay. Di rimando in rimando, si anagrammano in modi diversi le famose sette righe del programma dell’Unione sulle ‘unioni civili’ e siallontana nel tempo qualunque misura concreta a favore delle famiglie non tradizionali”. Questa la reazione del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, alla notizia del ritiro dell’emendamento governativo sull’abolizione delle tasse di successione anche per i conviventi. 

“Siamo i primi a chiedere una legge organica sulle unioni civili – precisa Lo Giudice - ma perché non era possibile sanare subito in finanziaria un’odiosa discriminazione economica? Non era forse questo un caso esemplare di tutela di quei diritti degli individui che persino un’integralista clericale come la senatrice Binetti dice di volere riconoscere? Non si scherzi con le vite concrete delle persone. Non si speri di stemperare con il passare del tempo un bisogno morale e sociale che è ormai una pentola inebollizione. “In questo scenario desolante – conclude Lo Giudice – vediamo solo una novità positiva: finalmente l’Unione è d’accordo di chiedere che vi sia, entro il 31 gennaio, una proposta di legge d’iniziativa del governo: confidiamo che la ministra per le Pari opportunità Barbara Pollastrini, a cui d’intesa con la ministra per la Famiglia Rosy Bindi è stato delegato questo compito, saprà avanzare una proposta adeguata a rispondere alla richiesta pressante che si leva dal paese reale”.  

PACS: ARCIGAY, L’OSSERVATORE ROMANO INESATTO SULLE FAMIGLIE AFFETTIVE Bologna, 06 dicembre 2006 

Il quotidiano dello Stato del Vaticano inanella oggi una serie di inesattezze nella sua ennesima accanita reprimenda contro ogni forma di riconoscimento dei diritti delle unioni non sposate. “Una legge sui Pacs non imporrebbe certo vincoli alle coppie di fatto che desiderino continuare aconvivere liberamente, contrariamente a quanto scrive l’Osservatore Romano ”puntualizza il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice. “Il Pacs oggi, come il divorzio ieri, non sarebbe un obbligo per nessuno, ma un’opportunità in più per tutti, eterosessuali ed omosessuali – continua LoGiudice -. Falso è pure che la questione interessi solo ai gay e alle lesbiche. In Francia ad esempio la grande maggioranza delle coppie unite in Pacs sono eterosessuali. Perché lo fanno se possono scegliere di sposarsi?Chi lo sa ... avranno le loro buone ragioni. Ma soprattutto, saranno affari loro.  

“La famiglia anagrafica fondata su vincoli affettivi, inoltre, è un concetto giuridico espresso chiaramente da una norma dello Stato risalente all’89 e non, come scrive il quotidiano d’Oltretevere l’’ennesima trovata’ per ‘far apparire quello che non è’. “La possibilità offerta alle convivenze eterosessuali ed omosessuali di registrarsi all’anagrafe comunale come famiglie affettive, oggi a Padova come dal ’99 a Bologna, significa solo applicare fino in fondo la legge anagrafica della Repubblica italiana. “Si rassegni il Vaticano. Qui nessuno vuole imporre o inventarsi famiglie che non esistono nella realtà. Si tratta solo di fare in modo che la legge non discrimini le persone sulla base dei diversi tipi di unione che queste persone spontaneamente e responsabilmente formano. Occorre cogliere quella ‘polifonia della verità’, per dirla col nuovo vescovo di Pistoia, che emerge dalla diversità umana. Se la realtà sociale fatta di uomini e donne in carne ed ossa non corrisponde più al modello ideologico che va per la maggiore trale gerarchie cattoliche, significa che il modello è ormai desueto e andrebbe aggiornato, e non che la realtà sia sbagliata. “Quello di oggi è solo un serrate i ranghi, rivolto dall’Osservatore alfronte anti-Pacs della politica italiana, che in queste ore sta mostrando qualche segnale di incertezza, come alcuni distinguo tra i Teodem o l’astensione dal voto di alcuni consiglieri padovani di Forza Italia sulla mozione di ieri”.

 

PACS: ARCIGAY, PADOVA HA SOLO ATTUATO LA LEGGE DELLO STATO. LA DESTRA ITALIANA SMETTA DI INSULTARE OMOSESSUALI E TRANS  Bologna, 05 dicembre 2006 

“Il Comune di Padova, come già quello di Bologna dal ’99, non ha fatto altro che riconoscere l’esistenza di famiglie anche solo fondate sull’amore, così come previsto dalla normativa anagrafica dello Stato, e denunciare l’urgenza di una legge nazionale che ne riconosca i diritti. La destra italiana, che oggi in piazza come ieri al governo insulta vergognosamente le persone omosessuali e transessuali chiamandole “froci” e “troie”, è ormai l’unica, tra i grandi paesi europei, ad opporsi al riconoscimento delle unioni di fatto”. Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta la recente mozione del consiglio comunale di Padova e la reazione rabbiosa dei partiti della destra. 

“La destra francese, quella britannica, quella tedesca e quella spagnola – continua Lo Giudice - non hanno nulla da eccepire sul diritto, riconosciuto nei rispettivi paesi, all’assistenza sanitaria, alla pensione di reversibilità, o all’eredità, per due partner anche omosessuali. Il Partito popolare di Aznar, in Spagna, si era persino presentato alle elezioni vinte poi da Zapatero, con un programma di governo che conteneva una proposta sui Pacs, ancora più esplicita di quella prevista dall’attuale programma del centrosinistra italiano. “La Costituzione della nostra Repubblica sancisce chiaramente all’art. 3 la pari dignità e l’eguaglianza dei diritti di tutti i cittadini, compresi gay lesbiche e trans, e all’art. 2 il riconoscimento da parte dello Stato dei diritti inviolabili dell’uomo, anche nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

Viceversa l’articolo 29 sulla famiglia, impone sì allo Stato di riconoscerne i diritti, ma non ne dà una definizione, né tanto meno impedisce il riconoscimento di altre forme di unione”. “Il provvedimento preso dalle città di Bologna e Padova è forse la via migliore che può essere intrapresa da un amministrazione comunale per riconoscere dignità alle convivenze e giungere ad una legge statale sulle coppie non sposate. Ci auguriamo che il loro esempio sia seguito da altre città”. 

RAI: ARCIGAY, VATICANO CONDANNI VIOLENZA REALE VERSO LESBICHE, NON FICTION. IERI NUOVO EPISODIO A BRESCIA: “MUORI LESBICA” INCISO SULLA MACCHINA. SABATO 25 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’  Bologna, 22 novembre 2006  

“L'Osservatore Romano non si accorge, o forse sì, di fomentare pregiudizio eostilità contro lesbiche e gay. Altro che carità pastorale: siamo allarichiesta di confinare nel campo dell'anormalità milioni di uomini e donne” così Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, a proposito della condanna del quotidiano del Vaticano contro la fiction Rai di Lino Banfi “Il padre delle spose”.  

“Dispiace – continua Lo Giudice - che questo atteggiamento discriminatorio diventi oggetto di crociate politiche come quelle della senatrice Paola Binetti, quinta colonna dell'integralismo clericale nelle fila del centrosinistra”.  “Piuttosto che inveire contro un'immagine reale e serena dell'amore omosessuale, perché le gerarchie cattoliche non si preoccupano di quelle donne lesbiche oggetto di violenza, come Doriana e Marcella, una giovane coppia della provincia di Brescia, simile a quella del film di Banfi, bersaglio da settimane di volgari e violente intimidazioni. Non ha niente da dire su questo l'Osservatore Romano?”. 

Proprio ieri l’ennesimo gesto di intolleranza. Una minacciosa scritta “muori lesbica”, accompagnata da una svastica, una croce celtica e le lettere “FN”, è stata infatti incisa sul cofano della macchina di Doriana Di Giovanni, una delle due ragazze. E’ il settimo episodio del genere subìto dalla coppia nell’ultimo mese. La catena di danneggiamenti e minacce è infatti stata inaugurata dall’intrusione vandalica nell’abitazione delle due giovani, a Mazzano, lo scorso 23 ottobre.  Una manifestazione in solidarietà alle due ragazze è stata promossa dal comitato Arcigay di Brescia per sabato prossimo, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa che si terrà in piazza della Loggia a Brescia, ha ricevuto l’adesione dei ministri Barbara Pollastrini, Emma Bonino, Paolo Ferrero Alfonso Pecoraro Scanio, oltre che della sottosegretaria Patrizia Sentinelli e di numerose personalità e associazioni nazionali e locali.  

VA IN ONDA SU RAIUNO “IL PADRE DELLE SPOSE” CON LINO BANFI - ARCIGAY: “VIVA LA RAI! QUANDO FA SERVIZIO PUBBLICO CON CORAGGIO”

Bologna, 20 novembre 2006 

Viva la Rai quando assolve con coraggio il suo ruolo di servizio pubblico e non evita di indagare e far riflettere su temi sociali rilevanti qual è il riconoscimento della pari dignità e dei pari diritti dell’amore omosessuale”.

Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, esprime la contentezza dell’associazione per la trasmissione del film che, in modo delicato, mostrerà agli italiani l’autenticità di una relazione d’amore fra due donne. Il film per la tv di Lodovico Gasparini con Lino e Rosanna Banfi, andrà in onda questa sera su Rai Uno in prima serata nonostante la campagna di boicottaggio promossa da alcune organizzazioni religiose integraliste.

Bene ha fatto la Tv di Stato a non cedere alle pressioni di chi vorrebbe mantenere il Paese con gli occhi chiusi di fronte ad una realtà diffusa e ormai legittimata in tutta Europa. In questi casi – conclude Lo Giudiceviene voglia di intonare la canzone di Renato Zero. ‘Viva la Rai, ci fa crescere sani!’”.

 

UNIONI GAY: SUDAFRICA; ARCIGAY, UN NO ALL’APARTHEID CONTRO GAY E LESBICHE

“L’ITALIA INDIETRO NON SOLO IN EUROPA MA NEL MONDO CIVILE”

Bologna, 14 novembre 2006

“Un grande segnale di civiltà dal paese che è stato il simbolo della lotta alle discriminazioni. Chi ha sofferto l’apartheid razziale non poteva tollerare altre forme di disuguaglianza di fronte alla legge. Dopo Olanda, Belgio, Spagna e Canada, è commovente che sia la Repubblica Sudafricana a prendere in mano il testimone della battaglia per la fine dell’apartheid normativo contro le coppie dello stesso sesso”. Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, esprime la contentezza di Arcigay per l’approvazione di una legge sui matrimoni gay, con 203 voti a favore e 41 contrari, nella patria di Nelson Mandela.

“Giovedì scorso – ricorda Lo Giudice – era stata Città del Messico, capitale della seconda nazione cattolica al mondo, ad approvare una legge sul modello dei Pacs francesi. Oggi tocca al Sudafrica. L’Italia su questi temi era già fuori dall’Europa: così rischia di trovarsi fuori dal mondo.

“Prodi faccia presto: non si mantenga l’Italia in una condizione di minorità morale di fronte al fenomeno epocale del riconoscimento di pari dignità e diritti per lesbiche, gay, bisessuali e transgender”.

 

FAMIGLIA: AUDIZIONE LIFF; ARCIGAY, CONOSCENZA RIDUCE IL PREGIUDIZIO. “LA MARGHERITA SCELGA:RIFORMISMO EUROPEO O CONTRORIFORMISMO VATICANO”  Bologna, 8 novembre 2006  

“È gravissimo e preoccupante che il centrodestra si rifiuti di ascoltare i rappresentanti delle famiglie di fatto nell’ambito di una indagineconoscitiva sulle famiglie. Sembra di tornare ai tempi della Controriforma, quando la Chiesa accusò Galileo per avere puntato il cannocchiale contro il cielo dimostrando così la giustezza delle teorie copernicane: è proprio di un atteggiamento oscurantista evitare di conoscere e di far conoscere permantenere in vita i pregiudizi e le false conoscenze”.  

Così Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, commenta i fatti accaduti stamattina in commissione Affari sociali della Camera, dov’era in corso l’audizione di alcune associazioni familiari, fra cui la Liff, Lega italiana famiglie di fatto, all’interno della “Indagine conoscitiva sullo stato delle famiglie in Italia”.  “Ringraziamo il presidente della commissione, Mimmo Lucà, per avere difeso con coraggio la sua decisione e con essa, i diritti e la dignità di milioni di italiane e italiani – aggiunge il presidente di Arcigay-. Siamo stupiti, invece, del comportamento dei rappresentanti della Margherita, Bianchi e Mosella, che si sono uniti al coro delle critiche per l’audizione della Liff, sposando così di fatto le posizioni del Forum delle famiglie, legatoalla Conferenza episcopale Italiana. In tutta Europa oggi si riconosce la pluralità delle forme familiari.  I Dl decidano se vogliono stare dentro il percorso del riformismo europeo o in quello del controriformismo vaticano”.   

GENDER BENDER: LO GIUDICE A VECCHI: “ISTINTO ANIMALE? L’ARTE GENERA LIBERTA’, LA REPRESSIONE SESSUALE VIOLENZA”  Bologna, 3 novembre 2006 

Il presidente di Arcigay replica alle nuove dichiarazioni di mons. Vecchi su Gender Bender  “La leonessa di Gender Bender ci invita a forzare la gabbia delle convenzioni per andare a caccia della personale forma di felicità che consiste nella piena realizzazione dei propri ruggenti desideri. Desiderio di libertà dagli stereotipi e dalla cattività imposta da quella norma che tenta di domare e ammaestrare i generi e gli orientamenti sessuali”.  “Forse è a questa frase, che apre il catalogo di Gender Bender, il festival sulle identità sessuali del circolo Arcigay ‘Il Cassero’ di Bologna, che si riferisce monsignor Ernesto Vecchi quando afferma che il festival sulle rappresentazioni del corpo ha lo scopo di ‘distruggere le differenze digenere’ e ‘promuovere l’istinto animale’. Si tranquillizzi, monsignore: l’arte e la cultura non vogliono ‘distruggere’ né ‘promuovere’, ma fornire strumenti di elaborazione critica. La riflessione sul desiderio, l’amore e la sessualità è parte integrante del pensiero contemporaneo e punta a indagare sulla libertà dell’uomo e della donna, non a fare proseliti né ad imporre punti di vista. Per fortuna la cultura occidentale si fonda su quel relativismo culturale tanto deprecato in Vaticano, ma così utile aconfrontare pensieri e visioni senza imporle al prossimo. 

Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, risponde alle dichiarazioni di mons. Vecchi sulla rassegna che si svolge in questi giornia Bologna “Un discorso libero e fuori dagli schemi sulla sessualità fornisce strumenti di libertà – conclude Lo Giudice -. La sessuofobia, al contrario, genera repressione e violenza. Purtroppo proprio in questi giorni ne abbiamo l’ennesima riprova: secondo la rivista gay francese Tetu, il principale esperto vaticano sull’omosessualità, lo psicologo gesuita Tony Anatrella, èstato messo sotto inchiesta in Francia per abusi sessuali. Avrebbe costretto a rapporti sessuali un giovane a lui affidato perché lo ‘curasse’ dall’omosessualità. Sarà un bel giorno per la società intera quello in cui la casta celibe ai vertici della Chiesa cattolica abbandonerà la sua avversione per il corpo e la sessualità umana”.   



Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 agosto 2008 )
 
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