| Comunicati Arcigay Settembre 07 |
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| Scritto da Lorenza | |
| luned́ 17 settembre 2007 | |
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Bologna, 26 settembre 2007 ARCIGAY: MATTEO NON E' ICONA GAY MA MARTIRE DEL PREGIUDIZIO Ci addolora profondamente sentire che il Procuratore capo di Torino Marcello Maddalena e il suo sostituto Paolo Borgna accusino le associazioni omosessuali di aver eletto Matteo ad icona gay. Innanzi tutto perchè le icone gay sono associabili solo a figure allegre e che suscitino gioia di vivere. Seconda ragione perchè i magistrati vedono il dito ma trascurano la Luna. Ha poca importanza, e noi lo abbiamo sempre detto (un milione di persone presenti al Pride del 16 giugno ci sono testimoni) se Matteo sia stato o meno omosessuale. Il fatto inconfutabile è che lui è stato individuato come tale da studenti che lo deridevano . E' vero che, come dicono i magistrati, era un ragazzo molto fragile, perchè se è arrivato ad un gesto cosi drammatico come gettarsi dal 4 piano vuol dire che si è affetti dal male di vivere. Forse lui, nella sua fragilità, ha vissuto l'accusa di omosessualità come una macchia gettata addosso dagli altri compagni. Matteo è semmai un martire del pregiudizio. La scuola in senso lato, non l'Istituto Somelier in senso stretto, devono sentire il peso di questa disgrazia e farsi carico della responsabilità che la società la ha investita per evitare che altri ragazzi facciano come Matteo. Arcigay ha da tempo dato la propria disponibilità al ministero dell'istruzione per lavorare alla prevenzione del fenomeno del bullismo, in particolare quello omofobico, presentando progetti che mirano a stimolare la conoscenza delle diversità e il rispetto reciproco. Abbiamo richiesto allo stesso Fioroni un incontro per valutare assieme un piano contro il bullismo omofobico. Siamo ancora in attesa di una risposta. La necessità di mettere in campo azioni di prevenzione che permettano ai nostri giovani di conoscersi e di non avere più paura gli uni degli altri è urgente. L'assenza del ministro su questo tema sta diventando pesante per noi e per le troppe coscienze che inerti assistono al susseguirsi di questi fatti. Se la scuola pensa di far fronte a questa emergenza sociale da sola si sbaglia. Farlo sarebbe un grave errore di presunzione e rischierebbe di danneggiare principalmente gli stessi studenti. La scuola ha bisogno di coinvolgere chi l'omofobia la conosce, chi la combatte da anni e da anni raccoglie centinaia di richieste di aiuto provenienti proprio dal mondo della scuola. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
ARCIGAY: MATTEO COLPEVOLE L’ACCETTAZIONE DELL’OMOFOBIA La Procura di Torino ha archiviato il caso di Matteo, lo studente di 16 anni che il 3 aprile scorso si gettò dal quarto piano di casa sua. Secondo quanto si apprende i giudizi non hanno ravvisato reati connessi all’istigazione al suicidio. Nessun colpevole. Può darsi che per l’attuale legislatura alcun insegnante e nessuno studente siano penalmente perseguibile, ma è chiaro che il suicidio è maturato a causa delle continue prese in giro, per il fatto che Matteo fosse troppo bravo a scuola, gentile, educato, ritenuto gay e paragonato ad un personaggio dei reality.D’altronde la madre, che ha coraggiosamente denunciato cosa era avvenuto, è rimasta sola con il suo dolore, le istituzioni cittadine e il ministero dell’Istituzione l’hanno snobbata, non un gesto di solidarietà, nessuna solidarietà e nessun conforto.Ciò che colpisce è proprio l’indifferenza e la lontananza di un sistema scolastico che si è subito ritenuto non colpevole, non coinvolto, dove in primo luogo gli insegnanti sembravano non capacitarsi dell’accaduto.Si tratta di una pagina dolorosa, che genera rabbia e sconforto. Dopo la tragedia di Matteo, sono emersi nuovi casi di bullismo ed omofobia, ma il Ministro Fioroni sembra non accorgersi della gravità della situazione, Così facendo le istituzioni, le varie componenti della scuola, nei fatti accettano e si rendono complici dell’odio verso il diverso, dei bullismo e dell’omofobia. A differenza di tanti paesi europei l’Italia appare impreparata ed indifferente: alcuna seria politica di contrasto è stata per ora messa in campo, mentre migliaia di ragazzi e ragazze soffrono terrorizzati in silenzio. Ma noi non dimenticheremo mai Matteo, e continueremo a batterci affinché in questo paese sia finalmente approvata una legge contro le discriminazioni, perché siano finalmente rese operative misure concrete nella scuola a difesa dei ragazzi esposti al bullismo. Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay
Bologna, 26 settembre 2007 MONDIALI DI CALCIO GAY. ARCIGAY: FIGC SEGUA ESEMPIO ARGENTINA E COMBATTA OMOFOBIA I mondiali di calcio gay hanno l'obiettivo dichiarato di rompere il tabù "omosessualità e sport" e combattere l'omofobia. L'evento, giunto alla sua decima edizione, si sta tenendo a Buenos Aires e vede la partecipazione di oltre 30 nazioni tra cui l'Italia,. A patrocinare l'iniziativa, oltre al ministero dello Sport e al Comune di Buenos Aires, si è aggiunta la Federazione Calcio Argentina. Inizialmente la stessa aveva mostrato imbarazzo e perplessità ma alla fine ha deciso, di dare oltre il semplice patrocinio, anche di inviare gratuitamente 25 Arbitri federali e concedere l'accesso gratuito agli stadi. "La Federazione Calcio Argentina – dichiara Fabrizio Marrazzo responsabile Sport Arcigay – è uno delle poche organizzazioni sportive al Mondo, dopo Inghilterra e Belgio, che si batte contro l'omofobia nello sport. Il fenomeno è sempre più evidente e rilevante tanto da essere riconosciuto come tale dalla UEFA e dal FARE (Footbal Againist Racim in Europe). L'omofobia nello sport viene espressa in modo invisibile e passa sotto silenzio. Nella maggior parte degli stadi europei vi sono cori e slogan omofobici e anti omosessuali. Nessun giocatore professionista ha mai avuto il coraggio di dichiararsi apertamente omosessuale. L'omosessualità continua ad essere considerata come provocazione o peggio come un insulto. Il motivo per cui nessun calciatore gay, che pur ne esistono diversi, si è dichiarato tale è perché le strutture calcistiche non sono sufficientemente tolleranti. Per debellare questo fenomeno il modo migliorare di iniziare sarebbe ammettere pubblicamente che gli omosessuali esistono e che sono ben accetti nel nostro sport". "Su tali esempi positivi che ci arrivano da oltreoceano – aggiunge Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - chiediamo alla FIGC di attuare un protocollo di intesa con la Lega Calcio per contrastare l'omofobia negli stadi, in modo da eliminare da subito i cori omofobi, e rendere cosi il calcio uno sport che possa essere vissuto e praticato serenamente anche da lesbiche e gay". Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - Fabrizio Marrazzo responsabile sport Arcigay
Bologna, 23 settembre 2007 Arcigay: La scuola non affronti da sola la piaga dell'omofobia Ancora una volta siamo costretti ad assistere impotenti ad un caso di bullismo omofobico. E ancora una volta a Torino. Così come accaduto a Matteo è l'omosessualità, presunta o reale, ad essere utilizzata come clava contro i fragili corpi degli studenti più deboli. Cui unico errore è mostrare un atteggiamento leggermente diverso dai modelli di questa società, ancora fortemente maschilista e omofoba. Se la scuola pensa di far fronte a questa emergenza sociale da sola si sbaglia. Farlo sarebbe un grave errore di presunzione e rischierebbe di danneggiare principalmente gli stessi studenti. La scuola ha bisogno di coinvolgere chi l'omofobia la conosce, chi la combatte da anni e da anni raccoglie centinaia di richieste di aiuto provenienti proprio dal mondo della scuola. Arcigay ha da tempo dato la propria disponibilità al ministero dell'istruzione per lavorare alla prevenzione del fenomeno del bullismo, in particolare quello omofobico, presentando progetti che mirano a stimolare la conoscenza delle diversità e il rispetto reciproco. Da tempo Arcigay ha richiesto allo stesso Fioroni un incontro per valutare assieme un piano contro il bullismo omofobico. Siamo ancora in attesa di una risposta. La necessità di mettere in campo azioni di prevenzione che permettano ai nostri giovani di conoscersi e di non avere più paura gli uni degli altri è urgente. L'assenza del ministro su questo tema sta diventando pesante per noi e per le troppe coscienze che inerti assistono al susseguirsi di questi fatti. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - Stefano Bucaioni responsabile scuola Arcigay - Antonio Soggia presidente Arcigay Torino
Bologna, 23 settembre 2007 ARCIGAY: ALLE PROSSIME ELEZIONI FAREMO PESARE TUTTI I NOSTRI VOTI Si è concluso oggi a Bologna il consiglio nazionale di Arcigay che ha discusso e deliberato la strategia politica della associazione che dovrà tenere nei prossimi mesi. Partendo da una considerazione di fondo che ci impone diverse responsabilità nei confronti del popolo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender): il Pride del 16 giugno che ha visto la partecipazione di un milione di persone è segno che nel paese esiste una maggioranza laica e secolarizzata. Le 3 ore di corteo e il numero di persone presenti in piazza San Giovanni hanno di gran lunga battuto il family day di Pezzotta & Roccella. Tutto ciò è frutto di un non facile lavoro unitario, dentro il movimento lgbt, organizzato con mezzi di gran lunga inferiori all'altra manifestazione. Nonostante quella piazza sia stata straordinariamente partecipata il mondo politico la ignora costantemente. Ciò è causa dell'apertura di un conflitto sociale fra Arcigay e governo e l'intera rappresentanza politica parlamentare, che sarà portato avanti con azioni nuove e coinvolgenti su più fronti. Sul terreno sociale stiamo preparando a breve: un incontro nazionale contro l'omofobia a Treviso, un importante evento nazionale di dialogo e di denuncia delle indebite ingerenze del Vaticano sulla vita civile e sociale del nostro paese, la preparazione di mostre d'arte e cultura omosessuale, la preparazione del Pride Bologna 2008 attraverso centinaia di iniziative locali tematiche. Sul piano prettamente politico invece vogliamo ribadire la nostra distanza dai partiti, tenendo ben presente però il ruolo che essi hanno sul piano costituzionale e della loro importanza per la democrazia. In assenza di segnali concreti Arcigay valuterà, all'approssimarsi dell'appuntamento delle prossime elezioni, quali indicazioni fornire ai gay e alle lesbiche italiane rispetto al proprio voto. Guardiamo con interesse la nascita di liste laiche e libertarie promosse da gay, lesbiche e trans, aperte al contributo di altre esperienze sociali e politiche in occasione delle prossime tornate elettorali. Chiediamo che i partiti votino, a prescindere dal risultato, in modo da rendere palese il loro orientamento, norme che tutelino la nostra vita quotidiana: il pacchetto antiviolenza (che contiene l'estensione della legge Mancino), la messa fuori legge dei gruppi neo nazisti e neo fascisti che ammazzano, picchiano e violentane le persone lgbt e una legge sulle coppie di fatto . Il rischio che nessuna delle richieste avanzate dal movimento lgbt sia accolta in questa legislatura è divenuto oggettivamente concreto. In questo senso siamo purtroppo certi che l'equiparazione dei diritti delle persone lgbt, per responsabilità di tutti i partiti, non è oggi alla portata. Voglio chiudere con una promessa a questo governo e alle forze politiche, che non suoni però come una minaccia, a Bologna nel 2008, ma già prima in tutte le iniziative che programmeremo, sarà evidente il consenso popolare di cui gode il movimento. Siamo e saremo tantissimi e tutti con diritto di voto. Aspettiamo ormai da troppi anni che i partiti ascoltino le nostre istanze. Basta con la mediazione. Vogliamo fatti concreti. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
Bologna, 21 settembre 2007 Arcigay: Anche per la sinistra i diritti civili non sono una priorità? Non posso davvero credere che 4 leader della sinistra plurale vadano da Prodi a presentare le richieste e i punti da tenere presente per tracciare la linea politica della maggioranza di centro sinistra durante la finanziaria e omettano di indicare fra questi i diritti civili e la difesa della laicità dello stato. Queste affermazioni che faccio sono fra lo stupito e l'arrabbiato perchè non riesco veramente a capacitarmi di ciò che è successo ieri. Se l'omissione compiuta è dovuta ad una svista per i troppi impegni ministeriali o dal marasma delle tante preoccupazione che attraversano i leader allora è possibile rimediare. Ma se l'omissione è voluta allora noi gay ne prendiamo atto. Come è possibile che proprio da chi ha l'ambizione di costituire una sinistra laica, europea e di governo ponga i diritti civili e le libertà individuali in fondo ad una lunga lista di priorità che all'Italia interessano? Cose insomma di cui ricordarsi solo durante le campagne elettorali per accaparrarsi i voti di oltre un milioni di militanti del movimento lgbt (per dire la cifra solo di quelli presenti in San Giovanni il 16 Giugno) e di molti altri che non fanno vita associativa. Verrebbe proprio da dire tu quoque sinistra, quanta fatica ci fai fare per farti voler bene. Le richieste che noi, come movimento, avanziamo ormai da tempo sono precise e circostanziate: l'approvazione del pacchetto antiviolenza e l'approvazione, come prevede il programma dell'unione, di una legge sulle coppie di fatto. Se anche per la sinistra plurale i diritti civili sono domande a cui rispondere , come dice un noto detto , "a babbo morto" allora noi ci sentiremo sempre di più come dei veri e propri ghibellin fuggiaschi. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
Bologna, 14 settembre 2007 FIORONI. ARCIGAY: SUL BULLISMO OMOFOBICO E' RETICENTE A febbraio di quest'anno l'onorevole Franco Grillini, deputato di SD e presidente onorario di Arcigay, aveva presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Istruzione sul fenomeno del bullismo omofobo nella scuola italiana. Nell'interrogazione Grillini ricordava i numerosi episodi di violenza e discriminazione, che nel frattempo sono considerevolmente aumentati, e chiedeva quali iniziative il ministro intendesse assumere. La risposta del Ministro Fioroni, giunta solamente a fine agosto, potrebbe risultare appena sufficiente per una generica interrogazione sul fenomeno del bullismo. Il Ministro sembra aver completamente dimenticato che l'interrogazione s'incentrava invece sul bullismo omofobico, una forma di bullismo che se si vuole veramente sconfiggere, va prima analizzata e poi combattuta con azioni specifiche e soprattutto con l'aiuto di chi conosce il fenomeno e lo fronteggia da oltre vent'anni. Notiamo con piacere che negli intendimenti del ministero la parola "rispetto" sembra assumere un valore importante, ben venga. Manca però un presupposto fondamentale nella strada che il Ministro traccia verso il reciproco rispetto: la conoscenza. I ragazzi delle nostre scuole devono imparare, prima di tutto, a conoscersi ed a scoprirsi nelle loro diversità. Una conoscenza sana e non viziata è il presupposto necessario, altrimenti il rispetto che ci sarà per il compagno di banco musulmano, per la compagna di classe lesbica o per il compagno di scuola cinese, continuerà ad avere il sapore dell'indifferenza. Il Ministro ha inoltre disatteso tutti gli interrogativi che il testo dell'on. Grillini aveva posto, come l'inserimento specifico del bullismo omofobico nelle campagne di prevenzione della violenza nelle scuole, lo sviluppo di una ricerca specifica sul bullismo omofobico, il coinvolgimento delle associazioni lgbt nell'implementazione delle azioni ministeriali contro il bullismo. Si parla del comitato nazionale scuola e legalità e di un piano operativo che dovrebbe interagire con associazioni ed enti che si occupano di lotta all'illegalità ma Arcigay non ha ancora ricevuto nessun invito. Anzi, nonostante i numerosi casi di bullismo omofobico che nell'ultimo periodo hanno segnato la scuola italiana, Arcigay è ancora in attesa del primo incontro con il Ministro, richiesto ormai otto mesi fa. Chiediamo ancora una volta al Ministro di concederci quell'incontro, di valutare assieme un piano contro il bullismo a sfondo omofobico, di mettere in campo da subito una serie di azioni che permettano ai nostri giovani di conoscersi e non avere più paura gli uni degli altri. Anche quest'anno scolastico, migliaia di studenti gay e lesbiche si siederanno ai banchi delle scuole italiane, chiediamo al Ministro di non lasciarli soli a combattere.
Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - Stefano Bucaioni responsabile scuola Arcigay
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Il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso e la presidente di Arcilesbica Francesca Polo hanno inviato oggi una lettera a tutti i Capigruppo e a tutti leader dell'Unione per chiedere l'immediata calendarizzazione del disegno di legge del Governo dal titolo: "Misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell'ambito della famiglia, per l'orientamento sessuale, l'identità di genere ed ogni altra causa di discriminazione". Tale ddl è stato presentato solennemente nel mese di dicembre in una conferenza stampa congiunta da tre ministri (Clemente Mastella, Rosy Bindi, Barbara Pollastrini) ed è stato poi successivamente depositato il 25 gennaio 2007 alla Camera dei Deputati. Il provvedimento, meglio conosciuto come il pacchetto antiviolenza, è all'esame della Commissione Giustizia della Camera dove già prima della pausa estiva si sono concluse le audizioni .In quella sede Arcigay ed Arcilesbica avevano espresso il loro giudizio positivo sul provvedimento, che pure contiene alcune norme da precisare e migliorare, e chiesto alla Commissione di assumere come testo base proprio l'articolato dell'esecutivo, così da poter velocizzare i tempi parlamentari. Con la lettera inviata questa mattina i due rappresentanti delle associazioni nazionali gay e lesbica, hanno chiesto: "Ai capogruppo e leader dell'Unione, di assumere tutte le iniziative necessarie al fine di inserire tale provvedimento nel calendario d'Aula, valutando tutti gli strumenti regolamentari che possano portare ad una sua rapida approvazione". Per Arcigay ed Arcilesbica: "Quest'urgenza è dettata dalla presa d'atto che nel nostro paese nell'ultimo anno, si è intensificato un clima d'odio omofobico che ha portato al moltiplicarsi d'atti di violenza e di discriminazione nei confronti delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender), e di continui atti vandalici ed intimidazioni nei confronti di luoghi d'aggregazione, culturali e sociali della nostra comunità. Il tutto è stato sintetizzato in un dossier consegnato a giugno al vice ministro agli Interni Marco Minniti e alla Commissione Giustizia della Camera". Da dossier emerge che solo nell'ultimo anno si sono verificati circa 20 episodi di violenze gravi (tra cui 7 omicidi) e circa 50 altre manifestazioni di intolleranza o discriminazione. La lettera si conclude ricordando che la questione dell'approvazione di norme antidiscriminatorie e di tutela delle persone lgbt è uno dei punti qualificanti della piattaforma rivendicativa del Pride nazionale, che si è tenuto a Roma il 16 giugno 2007,e che ha visto la partecipazione di un milione di persone. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - Francesca Polo presidente nazionale Arcilesbica
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Ieri sera Pegah Emambakhsh, la donna lesbica iraniana quarantenne, è stata scarcerata e le è stata concessa la libertà su cauzione. La giustizia britannica aveva deciso, in un primo tempo, l'espulsione e l'invio in Iran dove era certa la sua lapidazione, L'Iranian Queer Organization, che sta seguendo il caso in Gran Bretagna, ha inviato un messaggio ad Arcigay ringraziando la nostra associazione per il lavoro svolto e per invitarci a non dimenticare Pegah. Purtroppo però vi sono ancora alcuni passaggi giudiziari da superare, infatti la Corte d'Appello competente si occuperà del suo caso nei prossimi giorni e deciderà in via definitiva se accordarle l'asilo umanitario. La vicenda, che ha visto la mobilitazione in tutta Europa, in particolare in Italia, del movimento lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender), di quello delle donne e delle associazioni dei diritti umani, sembra avviata ad una positiva soluzione, anche se non sono da escludere colpi di scena dell'ultima ora. Rinnoviamo i ringraziamenti per l'interessamento concreto assicurato dai Ministri Barbara Pollastrini, Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Ferrero, e della vice ministro agli Esteri Patrizia Sentinelli. Chiediamo inoltre al Governo italiano di non abbassare la guardia e di seguire ancora con attenzione il caso di Pegah fino alla sua, speriamo rapida e positiva, risoluzione. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
************************************************************************* ARCIGAY: VOLONTE' IGNORA I FATTI ANNEBBIATO DA FURIA OMOFOBICA
La notizia secondo cui l'inchiesta ai danni di Roberto e Michele, i due ragazzi fermati a Roma davanti al Colosseo per essersi baciati, si sia conclusa è falsa. Ci dispiace per l'ennesima brutta figura che l'onorevole Luca Volonté compie ai danni del suo partito e della sua credibilità. Dovrebbe infatti sentirsi in dovere, come deputato della Repubblica, di informarsi meglio prima di sparare alle mosche con i cannoni. Dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, sapere e conoscere quali siano i passaggi formali che portano ad un eventuale processo. Se non avesse infatti agito di impulso abbagliato da furia omofobica ma si fosse lasciato guidare dal lume della ragione, informandosi su cosa è realmente successo, forse non avremmo avuto il piacere di sentire la sua voce in questo dibattito. Il Pubblico Ministero ha semplicemente messo a disposizione degli indagati gli atti prodotti dai carabinieri. Ora la difesa potrà, se lo vorrà, presentare una sua memoria difensiva. A quel punto il PM potrà decidere, avendo tutti gli elementi in mano, se procedere alla richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. Tutte le affermazioni contenute nelle agenzie di stampa sono tratte dai verbali prodotti dai carabinieri, che essendo ora pubblici, sono a disposizione della stampa. Rinnoviamo ai due ragazzi il sostegno di Arcigay e confidiamo che la giustizia faccia il suo corso, senza indebite intromissioni di esponenti politici, talmente accecati dall'odio omofobico da scambiare fischi per fiaschi. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay ************************************************************************* Bologna, 11 settembre 2007 Arcigay, Arcilesbica e Associazione La Manicatagliata: Il Governo richiami l'Iran al rispetto dei diritti umani
**************************************************************************** ARCIGAY: STOP ALLA RIMOZIONE DELLE NORME ANTI VIOLENZA PER I GAY
Apprendiamo da fonti attendibili, che il disegno di legge che il Governo sta discutendo in merito alle mafie e alla micro criminalità conterebbe anche norme specifiche di lotta contro la violenza alle donne. Valutiamo positivamente che si faccia strada in un provvedimento nato sulla base di curiose e propagandistiche azioni di alcuni sindaci italiani, anche l’esigenza di affrontare con determinazione questioni come la violenza alle donne. Ma a questo punto ci poniamo due interrogativi: ma il governo non ha già varato, nel dicembre scorso, un complesso pacchetto anti violenza che riguarda le donne e anche le persone lgbt, che è in discussione alla Commissione Giustizia della Camera? Dobbiamo, quindi, pensare che ci si avvia ad un accorpamento delle norme riguardanti le violenze contro le donne nel nuovo disegno di legge, stralciando gli interventi previsti a tutela delle persone lgbt?Se queste sono le intenzioni del Governo, già ventilate qualche tempo fa da alcuni esponenti DS e DL, si sappia che a questa manovra sapremo rispondere con fermezza e in tutto il territorio italiano.Chiediamo ancora una volta a tutti i capogruppo di maggioranza la calendarizzazione del provvedimento anti violenza e l’individuazione di corsie preferenziali per una sua rapida approvazione.Riteniamo incredibile che a fronte dell’ondata d’odio omofobico che si è concretizzata con una lunga sequela di aggressioni, violenze, raid contro persone lgbt, si possa impunemente pensare che il tema sia da accantonare. Nel caso fosse confermato che è in atto questo subdolo tentativo, orchestrato da settori del nascente Partito Democratico, sarà nostra cura rendere evidente la nostra indignazione con azioni dirette di contrasto democratico e non violento da attuarsi nella giornata del 14 ottobre 2007. Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay
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E' prossima la riapertura delle Camere e con esse saranno convocate le Conferenze dei Capo Gruppo per decidere il calendario dei lavori dell'aula e della commissioni. La sinistra italiana ha la possibilità, oltre a inviarci graditi messaggi di solidarietà e fornire forbite analisi sull'odio omofobico che sta dilagando in tutto il Paese, di fare un gesto concreto chiedendo la calendarizzazione e corsi preferenziali per il pacchetto antiviolenza. Tale provvedimento contiene anche l'estensione all'orientamento sessuale delle sanzioni previste nella legge Mancino per i crimini d'odio. Abbiamo trascorso un'intera estate a manifestare da Treviso a Sorrento, da Roma a Capaccio Paestum, contro le discriminazioni e le violenze perpetrate nei confronti delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender). In queste ore si sta definendo l'organizzazione di una nuova manifestazione a Napoli, dopo i recenti episodi di violenta omofobia portati a segno con veri e propri raid. Ci chiediamo cosa bisogni ancora attendere per assumere misure determinate e concrete. A giugno Arcigay ha presentato al ministero degli Interni e alla Commissione Giustizia della Camera un accurato dossier riguardante l'ultimo anno di episodi omofobici. Tutte le forze politiche hanno quindi la possibilità di combattere efficacemente questa patologia sociale assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità. Così come ci s'impegna su temi quali le pensioni, il welfare, il precariato, la sinistra radicale e riformista possono dare una risposta positiva ad almeno una delle richieste avanzate dalla Piazza San Giovanni del 16 giugno e, quello che più conta, darci gli strumenti legislativi per difendere la nostra dignità integrità fisica e sociale. In caso contrario la distanza tra gli enunciati e le concrete azioni sarà sempre più evidente, così come da tempo cerchiamo inutilmente di far comprendere ai leader di un'alleanza pericolosamente inconcludente sui diritti civili.
Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay ************************************************************************ Bologna, 03 settembre 2007
Sangue. Arcigay: Sirchia immunologo che contrae omofobia Siamo molto colpiti e preoccupati dalle dichiarazioni omofobe dell'ex ministro Girolamo Sirchia in merito alle donazioni di sangue da parte delle persone omosessuali. L'ex. Ministro (per fortuna ex) vuol fare della inutile polemica politica dipingendo un quadro assolutamente irreale ed irrealistico. Le sue dichiarazioni ci portano indietro di anni quando l'Aids veniva impropriamente definita la malattia degli omosessuali. Ma dati alla mano, che Sirchia da immunologo dovrebbe conoscere, il virus dell'Hiv è principalmente diffuso fra le persone eterosessuali, spesso sposate con figli, che hanno una vita sessuale travagliata e non conforme ai canoni cattolici. Lui cita a giustamente una direttiva europea ma ne trae conclusioni aberranti. La direttiva parla di comportamenti sessuali a rischio. Chi ne ha sta a casa. Non vada a donare. Donare sangue è un gesto di alto senso civico e di forte interessamento della società in cui viviamo. L'Avis nei suoi manifesti scrive che il "Sangue è vita". Chi dona sangue dona vita. La vita degli omosessuali non vale meno di quella di Sirchia o di qualunque altra persona. E' inammissibile che lui, da una premessa corretta, ne tragga la conclusione che chi è omosessuale ha comportamenti sessuali a rischio punto e basta. Egli fa di tutta l'erba un fascio e quel fascio, è proprio il caso di dirlo, è un fascio fascista e omofobo. L'Arcigay è da oltre 20 anni impegnata nell'educazione sessuale dei sui iscritti e delle popolazione in generale. La cultura del preservativo noi la insegniamo nei nostri circoli e nei nostri locali da sempre. Come ministro avrebbe dovuto occuparsi di educare la popolazione prevenire il virus e la malattie sessualmente trasmissibili educando i ragazzi a non avere comporamenti sessuali a rischio. Ma l'unica cosa che è riuscito a partorire è stato il libercolo "Virus". Ma evidentemente egli è ancora convinto, come ai tempi dell'infausta campagna (che tutti i dati hanno dimostrato essere fallimentare) promossa in tandem con la Moratti diffusa a spese dei contribuenti nelle scuole, che l'unico rimedio per non ammalarsi sia la castità. Forse Sirchia vorrebbe mandare solo preti e suore a donare sangue, anche se non saremmo sicuri neppure di questi ultimi viste certe note vicende. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay *************************************************************************** Pegah. Arcigay: Positivo il rinvio dell'estradizione ma prodi intervenga subito E' un fatto positivo che la grande maggioranza dello schieramento politico italiano sia concorde al che l'Italia conceda lo status di rifugiato politico all'iraniana Pegah Emambakhsh. Il Sit-In che si terrà oggi a Roma sta a significare un forte e caloroso abbraccio che il movimento lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) italiano, con Arcigay e Arcilesbica come organizzatori della manifestazione in testa, e i partiti politici che hanno aderito ( SDI, DS, Verdi, Rc, Radicali, Pdci, Sinistra Democratica) vuole mandare a questa donna perseguitata per il suo orientamento sessuale da un regime tirannico. E' apprezzabile e condivisibile la posizione del Commissario europeo Franco Fratini sul fatto che, su casi analoghi a quello di Pegah, sia l'Europa a darsi una posizione univoca. Perchè è giusto che Pegah, se vuole rimanere in Inghilterra, possa farlo. Ma se il Regno Unito adesso non gli riconosce il diritto d'asilo cosa si deve fare? Da fonti certe sappiamo però che il governo britannico ha deciso un ulteriore rinvio alla sua partenza. Questo è un successo da ascrivere alla forte pressione internazionale che c'è stata sul suo caso e anche un risultato delle nostre azioni. Ma queste sono ora importanti e decisive per la sua vita. E' necessario perciò fermare l'aereo della morte per evitare che ella possa essere rimpatriata destinandola ad una fine sicura Rinnoviamo l'appello affinché l'Italia non perda ulteriormente tempo e si ufficializzi subito, per bocca del suo primo ministro Romano Prodi, la posizione di tutto il Governo. Prodi fallo stasera. Metti nero su bianco la posizione del tuo Governo e concedi l'asilo a Pegah. Ogni ulteriore silenzio sarebbe per te imbarazzante. Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
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| Ultimo aggiornamento ( marted́ 02 ottobre 2007 ) |
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