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Le unioni civili sono finalmente legge!

Bandiera_arcigay
Con l’approvazione della legge sulle Unioni Civili, l’Italia fa finalmente un passo avanti nel percorso verso l’uguaglianza. Nonostante lo stralcio dell’articolo 5 e l’eliminazione quasi totale dal testo dei riferimenti al concetto di famiglia, la legge contiene comunque molte delle tutele per cui Arcigay si impegna da trent’anni e che in Italia ancora non erano garantite.
Da domani gli attivisti e le attiviste continueranno a battersi per il matrimonio egualitario, per la lotta contro l’omotransfobia e per la libera espressione della propria identità e del proprio orientamento come forme di ricchezza dell’esperienza umana.
Oggi, però, ci concediamo di festeggiare questo primo traguardo: non più invisibili alle istituzioni!

Ilaria Giani
Presidente Arcigay Cremona “La Rocca”

Assemblea ordinaria – Domenica 6 marzo 2016

Ai sensi dello statuto è convocata per venerdì 4 marzo 2016 alle ore 23.55 in prima convocazione e per domenica 6 marzo 2016 alle ore 17.00 in seconda convocazione l’assemblea ordinaria dei soci e delle socie del Comitato provinciale Arcigay Cremona “La Rocca” presso la sede in via Speciano, 4.

La Presidente del Comitato Ilaria Giani

Ordine del Giorno:

  • presentazione e discussione delle iniziative in programma;
  • approvazione bilancio preventivo 2016 e consuntivo 2015;
  • varie ed eventuali.

Giornata della Memoria – 27 gennaio 2016

In molti circoli Arcigay italiani in questi giorni si guardano film, si assiste a spettacoli teatrali o si ripropongono letture per commemorare le 100 mila persone omosessuali perseguitate dal nazifascismo, delle quali circa 10 mila trovarono la morte nei lager.
In Germania l’articolo del codice penale in base al quale furono perseguitate le persone omosessuali durante la dittatura nazista rimase in vigore per decenni dopo la fine della guerra e solo nel 1969 venne definitivamente abrogato. In base a questa legge alcuni dei superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra.
In Italia, alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e remoti. La repressione veniva affidata ad atti di polizia, mentre nel codice penale dell’epoca fascista si omise ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un “problema” che affliggesse gli italiani.
È importante che quanto accadde alle persone omosessuali nel periodo nazifascista resti un ricordo vivo non solo nella comunità LGBTI, ma anche nella memoria collettiva di tutti, poiché in alcuni paesi del mondo simili barbarie sono tutt’oggi in atto.
Arcigay Cremona «La Rocca» tiene a commemorare queste vittime, insieme a tutte le altre cosiddette minoranze che in nome di una presunta inferiorità sono state perseguitate.

Ilaria Giani
Presidente Arcigay Cremona “La Rocca”