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DomenicAperta + Queerdance!

Doppio appuntamento in sede per domenica 16 febbraio! Ti aspettiamo a partire dalle 16.00 per farti vivere un po’ l’arcobaleno!
Un tè, quattro chiacchiere, nuove amicizie, e tutti i libri che vuoi.

Puoi trovare l’evento su Facebook QUI.


E poi, a partire dalle 17.30, si balla! Vi aspettiamo assieme ad un gruppo di appassionati di ballo che ci aiuteranno a decostruire i tradizionali ruoli eteronormativi dei ballerini.
Un’occasione per le coppie same sex ma più in generale per coppie e single di qualsiasi orientamento per sperimentare il ballo al di là degli stereotipi di genere.
La lezione è gratuita, noi vi aspettiamo!

Siamo sempre il via Speciano 4, sotto l’ARCI a Cremona.

Puoi trovare l’evento su Facebook QUI.

Verso una legge contro l’omotransfobia

Dal quotidiano La Provincia del 03/02/2020

Pestato perché gay: serve una legge.

Egregio Direttore,
la sentenza che ha chiuso il caso dell’aggressione subita da Domenico ‘Mimmo’ Centanni nel marzo del 2016, fa riemergere una lacuna grave nell’ordinamento del nostro Paese che si ripercuote sulla vita delle persone lgbti.
Le discriminazioni e le violenze che colpiscono le persone in base al loro orientamento sessuale e alla loro identità di genere sono all’ordine del giorno nel nostro Paese, ma l’ordinamento italiano è rimasto silente rispetto al tema del contrasto alla violenza di natura omotransfobica, sia essa fisica o verbale. Tale impianto risiede nella Legge n.654 del 13 ottobre 1975 (la cosiddetta “Legge Reale”), modificata con il Decreto legge n. 122 del 26 aprile 1993 (meglio noto come “Legge Mancino”) che attualmente si limita a perseguire i reati d’odio fondati su caratteristiche personali quali la nazionalità, l’origine etnica e la confessione religiosa.
In questa legislatura, tra Camera e Senato, sono diversi i progetti di legge contro l’omotransfobia depositati e il nostro auspicio è che il lavoro parlamentare persegua l’obiettivo di elaborare una sintesi trasversale tra gli aspetti migliori di ciascuna delle proposte in campo, dopo aver ascoltato le istanze della comunità lgbti, per non replicare i copioni del passato, quando progetti di legge analoghi vennero prima svuotati, per poi finire in un nulla di fatto.
E’ noto che la negazione dei diritti delle persone lgbti è in cima all’agenda politica delle destre e dei movimenti neofascisti in tutto il mondo, Italia compresa, per questo è fondamentale che la politica metta in campo un provvedimento efficace che ponga un argine all’ondata d’odio da cui anche il nostro Paese è attraversato.
Lorenzo Lupoli
Presidente Arcigay Cremona “La Rocca”

SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA: NOI CI SIAMO

Scioperare dal genere e dai generi per noi significa ribellarci alle ste-reotipizzazioni binarie ma anche mettere in discussione i privilegi ma-schili e la misoginia delle nostra stessa comunità prendendo le distan-ze da posizioni escludenti e discriminatorie nei confronti delle donne trans* (TERF) e delle sex workers (SWERF).

Scioperare dal lavoro produttivo e riproduttivo per noi vuol dire ribel-larsi alla maternità imposta difendendo il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito, rimettere al centro il diritto al desiderio e al piacere, ma an-che distinguere tra genitorialità e maternità, rifiutando ogni forma di sovradeterminazione delle donne.

La nostra comunità conosce la violenza che ti costringe a scappare di casa, che ti tiene sotto ricatto al lavoro, la violenza dello stigma agito sui nostri orientamenti, sui nostri corpi non conformi, sulle nostre iden-tità non binarie, sulle nostre famiglie non riconosciute e tutelate pie-namente, sulle nostre relazioni non normate.

Sentiamo sulla nostra pelle la percezione di “minus” che ha a che fare con l’essere donna, lesbica, bisex, trans*, queer, intersex, sex worker, diversamente abile e migrante.

Proprio per questo, a chi pensa di poter rimettere le donne e le sogget-tività LGBT*QIPA+ “al proprio posto”, noi rispondiamo che #LOTTO-MARZO allo SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA ci saremo tutte, Non una di meno.

ARCIGAY – RETE DONNE

Proiezione “The constitution: due insolite storie d’amore”

Giovedì 21 giugno, in collaborazione con Arena Giardino – Cinema, si terrà la proiezione del film “The constitution: due insolite storie d’amore”.

Pluripremiato in tutta Europa, è la storia di tre persone molto diverse tra loro che, inaspettatamente e contro la loro volontà, si ritroveranno unite e dipendenti l’una dall’altra.

Vjeko, insegnante di scuola superiore che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della lingua croata e alla storia della nazione. Vive in un appartamento nel centro di Zagabria con suo padre Hrvoje, un Ustascia, un ufficiale dell’esercito fascista croato, ora costretto a letto da oltre sei anni. Inoltre, meno di un anno fa, Vjeko ha perso l’amore della sua vita, il violoncellista Bobo.
Senza più voglia di vivere e con seri propositi di suicidio, Vjeko trova piacere solo nelle passeggiate a notte fonda, quando vaga per la città vuota vestito da donna e con il viso truccato. Una notte un gruppo di uomini lo ferma, lo picchia e lo abbandona in strada privo di sensi.
In ospedale incontra Maja, un’infermiera che abita nel seminterrato del suo stesso palazzo. La donna lo riconosce e inizia a prendersi cura di lui e di suo padre infermo. In cambio Vjeko accetta di aiutare il marito di Maja, il poliziotto di origine serba, Ante, a preparare un esame sulla Costituzione croata.

Arcigay invita tutti alla proiezione del film, che si terrà giovedì 21 giugno alle ore 21:40 presso l’Arena Giardino a Cremona, presso il Parco Tognazzi.
Ingresso di 6€ per i possessori di tessera Arci e Arcigay.

ELEZIONI 2018 – ADESIONI ALLA PIATTAFORMA VOTOARCOBALENO

 

In vista delle elezioni parlamentari del 4 marzo, Arcigay nazionale ha creato il portale votoarcobaleno.arcigay.it per monitorare le posizioni dei canditati e delle candidate in merito ai diritti delle persone LGBTI e offrire così uno strumento utile di orientamento per gli elettori.

Abbiamo chiesto ai candidati di Cremona di sottoscrivere i seguenti obiettivi:
matrimonio egualitario, attraverso il quale si otterrebbe la piena equiparazione dei legami tra persone omosessuali e i legami tra persone eterosessuali; legge contro l’odio omotransfobico, un’iniziativa legislativa che definisca un’aggravante per i crimini che hanno origine nell’odio verso le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, e che metta in campo azioni strutturali di contrasto e di prevenzione soprattutto in ambito educativo; la riforma delle adozioni, affinché, tenendo al centro l’interesse primario del minore, sia resa possibile l’adozione per i/le single e le coppie formate da persone dello stesso sesso e la tutela dei diritti dei minori che già vivono in famiglie omogenitoriali; accesso alle pma (procreazione medicalmente assistita) per donne lesbiche e single; depatologizzazione della condizione trans, per il riconoscimento della condizione transessuale, del cambio di nome e identità come scelta libera e autonoma dell’individuo e non come malattia.

Cinque obiettivi concreti per costruire un orizzonte fatto di autodeterminazione, tutela e pari diritti.

A rispondere al nostro appello e sottoscrivere la piattaforma con le nostre cinque proposte sono stati: i candidati di Liberi e Uguali Annamaria Abbate, Martina Draghi, Lapo Pasquetti, Paolo Bodini, Marcello Modini, Roberta Valmachino; i candidati di Potere al Popolo! Emanuele Ballintani, Francesca Berardi e Marcella Boccia, Lidia Beduschi, Giampiero Carotti, Mario Lottaroli; la candidata per il Partito Democratico, Valeria Fedeli; la candidata di +Europa, Marina Tana; il candidato di Per una Sinistra Rivoluzionaria, Francesco Favalli.

La situazione di Cremona rispecchia in parte il trend generale: a livello nazionale il maggior numero di adesioni alla piattaforma è arrivato da LeU (146), seguito da Potere al Popolo! (134), Partito Democratico (51), +Europa (31), Movimento 5 Stelle (23).
Non pervenute le risposte dei partiti della coalizione di Centro Destra che, anzi, promettono arretramenti in tema di diritti civili, minacciando di modificare la legge Cirinnà e fomentando di fatto l’odio verso qualsiasi tipo di minoranza.

La strada verso la piena parità di diritti è ancora lunga ed è importante che la comunità LGBTI abbia in parlamento dei rappresentanti che abbiano a cuore e portino avanti istanze di civiltà. Grazie alla piattaforma (che invitiamo tutti a consultare) i cremonesi potranno esprimere un voto consapevole sul “fattore lgbti” dei candidati in corsa.
L’appello che lanciamo oggi non è ai candidati e alle candidate, ma agli elettori e alle elettrici: tocca a noi, attraverso il nostro voto di domenica, indicare la via ai nostri futuri governanti.