#NONUNPASSOINDIETRO

Esprimiamo la nostra soddisfazione per la buona riuscita dell’iniziativa di sabato 15 maggio, giornata in cui tutto il Paese si è mobilitato per sostenere l’approvazione del DDL Zan contro l’omobitransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Da Aosta a Vittoria (RG), l’Italia rainbow di #nonunpassoindietro

Anche Cremona si è mobilitata con un’iniziativa promossa da Arcigay Cremona ‘La Rocca’ e Comitato Cremona Pride, che si è svolta nel cortile Arci, grazie alla collaborazione e all’ospitalità del Circolo Arcipelago.
Nella prima parte si sono susseguiti gli interventi a cura degli organizzatori, mentre alle 17 c’è stato un flashmob con gli slogan Non un passo indietro e DDL Zan scritti sui cartelli tenuti il alto dai partecipanti.


Dal palco della manifestazione è intervenuto Feraboli Mario che ha presentato il Comitato Cremona Pride, Bellini Stella, consigliera comunale, prima firmataria della mozione approvata in Consiglio Comunale a sostegno della legge, Noci Claudia, Presidente di Arci Cremona.

Le conclusioni sono state di Lupoli Lorenzo, Presidente Arcigay Cremona che ha ribadito l’importanza di questa lotta per l’approvazione di una norma di civiltà. Il DDL Zan, approvato dalla Camera dei Deputati nel novembre dello scorso anno, è in attesa di essere discusso al Senato nonostante l’opposizione delle destre e dei movimenti integralisti.
Per questo – ha concluso Lupoli – noi non faremo un passo indietro.

#NoBULLying – IDAHOBIT, ricorrenza importante

Arcigay Cremona La Rocca esprime gratitudine per il messaggio del Capo dello Stato che ci ricorda come sia importante «ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea».

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Queste le parole del Presidente Mattarella in occasione del 17 Maggio, Giornata internazionale contro l’omobitransfobia, una ricorrenza importante per tutta la comunità lgbti, in cui celebriamo il momento in cui l’Oms depennò l’omosessualità dall’elenco delle malattie.
Una violenza di stampo omotransfobico ogni tre giorni: questo è quanto emerge dal report che come ogni anno Arcigay pubblica in occasione del 17 maggio. Sono 120 i casi censiti dalla rassegna stampa degli ultimi dodici mesi che emergono tra quelli denunciati e resi notiziabili. Quest’anno, in particolare, se da un lato i mesi di lockdown hanno invisibilizzato o rarefatto gli episodi nei luoghi pubblici o nelle strade, dall’altro ci sono segnali drammatici che giungono dai contesti familiari, laddove il conflitto, esattamente come accade per le altre forme di violenza domestica, è stato compresso.

Per Lupoli – presidente di Arcigay Cremona – è importante sottolineare due aspetti. “Il primo, che si evince dalla lettura del report, è quello della persecuzione: le persone lgbti nei contesti di discriminazione sono prese di mira, la violenza non è per loro un’esperienza eccezionale, episodica, bensì ricorrente. In alcuni casi le persone lgbti sono costrette a cambiare casa per scappare dai contesti ostili. L’omobitransfobia è un’esperienza quotidiana, una sorta di monito che opprime le persone lgbti imponendo loro, molto spesso, comportamenti atti ad aggirarla o prevenirla: esistenze come queste sono corse a ostacoli, intollerabili in un Paese civile. Il secondo è ancora più drammatico: di omobitransfobia si muore nel nostro Paese, lo dico con dolore e rispetto verso chi non ce l’ha fatta, perché si tratta di storie che oltrepassano i filtri complessi e opportuni che hanno i suicidi, nel racconto mediatico, ma chissà quante altre storie con lo stesso tragico finale si sono consumate nell’indifferenza e nel silenzio”. Per questo – prosegue Lupoli – il mio pensiero va a tutte le persone che dell’omobitransfobia portano le ferite o che non ci sono più ma penso anche alle ragazze e ai ragazzi cacciati di casa, che spesso trovano reti informali pronte a sostenerli: la nostra quotidiana battaglia è innanzitutto per riscattare tutte e tutti loro.

Da quest’anno Arcigay Cremona aderisce al progetto #NoBULLying con lo scopo di promuovere una cultura delle differenze e contrastare ogni forma di discriminazione e violenza legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere, per favorire il superamento delle disuguaglianze secondo i principi espressi dall’art.3 della nostra Costituzione. Il progetto del MIUR, in collaborazione con Gay Center, con scuola capofila l’I.I.S.S. G.Ferraris di Molfetta (Bari), è finalizzato alla promozione dei servizi dell’associazione, come la linea telefonica Gay Help Line e la chat Speakly, e si svolge grazie a una rete di volontarie e volontari di Arcigay opportunamente formati. La scuola costituisce uno spazio di socializzazione in cui si possono manifestare atteggiamenti e comportamenti discriminatori, basati su pregiudizi e stereotipi, fino al verificarsi di episodi di bullismo motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere di chi ne è vittima. Questo significa – conclude Lupoli – che combattere l’omobitransfobia a scuola è fondamentale, perché i luoghi della formazione sono al centro del processo di costituzione dell’identità per milioni di giovani che popolano le scuole del nostro Paese.

Vaccinati contro l’odio

In occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la trasnfobia – #IDAHOBIT – Arcigay propone la campagna “Vaccinati contro l’odio”.

Il virus della discriminazione contro le persone LGBTQIA+* si combatte con gli anticorpi della cultura, dell’educazione, del rispetto.

LIBERATI DA OMOFOBIA, LESBOFOBIA, BIFOBIA, TRANSFOBIA E AFOBIA VACCINATI CONTRO L’ODIO!

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Il sito ufficiale di Arcigay Cremona "La Rocca"