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Comunicati Stampa del presidente di Arcigay Cremona Gabriele Piazzoni.

Ogni giorno #LOTTOMARZO – Rete Donne ARCIGAY

Sette donne simbolo dell’attivismo LGBT*QIPA+ (lesbica, gay, bisex, trans*, queer, intersex, pansexual, asessuali, altre soggettività) e non solo, sono le protagoniste della campagna social promossa dalla Rete Donne di ARCIGAY per ribadire che la lotta alla violenza di genere, alla discriminazione e all’abilismo sono un impegno quotidiano. Sono Hande Kader, Audre Lorde, Marsha P.Johnson, Marcella Di Folco, Marielle Franco, Mariasilvia Spolato e Stella Young e le loro vite – spesso dimenti-cate – parlano di autodeterminazione, r-esistenza e di ribellione alle norme imposte e del prezzo che si paga per la libertà.

 

Giornata Internazionale della Memoria 2019

Nell’ultimo anno abbiamo assistito a una preoccupante ripresa del pensiero che nutrì il fascismo e sfociò nelle leggi razziali e nell’olocausto. “Ci rubano il lavoro”, “portano criminalità”, “portano malattie” sono frasi che istigano all’odio e a cui ci siamo tristemente abituati, come siamo abituati ai bollettini delle traversate in mare. Ingiustizie e tragedie a furia di essere ripetute e risentite hanno quasi perso il loro significato, non riuscendo più a scalfire la coscienza di molti. Ma non è solo questa assuefazione il nostro problema. A causa di una politica becera, ignorante e populista, oggi gli italiani si sentono sempre più minacciati dal “diverso”. La comunità LGBT+ è direttamente coinvolta in tutto questo e ne sente il pericolo: come i migranti, anche noi lottiamo ancora in Italia per avere piena cittadinanza, tra diritti negati o concessi a metà, ridicolizzati da una parte della stampa e insultati da alcuni politici.  Non appena l’avversione per le minoranze si riaccende, vediamo rimesso in discussione quello che abbiamo conquistato nel campo dei diritti civili. Eppure siamo parte integrante del tessuto sociale, così come lo sono gli stranieri. Pensiamo ai giovani: le classi di scuola sono composte anche dai figli di albanesi e rumeni arrivati negli anni novanta, di cui ignoriamo l’origine straniera finché non leggiamo i loro cognomi “esotici” sui registri; molti studenti sono ragazzi e ragazze omosessuali o bisessuali, che crediamo essere etero finché non avranno il coraggio di fare coming out. La nostra società è ricca di diversità più di quanto possiamo notare a un primo sguardo, e stiamo rinunciando all’opportunità di valorizzarle. Preferiamo mortificarle per sentire protetta la nostra identità, nella pia illusione che essa possa essere o sia mai stata immutabile, stabile o addirittura superiore alle altre. Un’idea che la politica invece incoraggia per i suoi scopi, andando incontro a braccia aperte a una nuova fase di razzismo istituzionalizzato. Per questo, oggi più che mai abbiamo bisogno della lezione che la Storia ci può dare. Ricordare gli errori / orrori del passato aiuta a interpretare il presente e spinge a correre ai ripari prima che le ingiustizie e le violenze si replichino per gli stessi motivi. Se non hanno già cominciato a farlo.

Ilaria Giani
Presidente Arcigay Cremona “La Rocca”

SIAMO TUTT* SIEROCOINVOLTI

GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA CONTRO L’AIDS, ON LINE IL VIDEO DI ARCIGAY: “SIAMO TUTT* SIEROCOINVOLTI”


Di seguito il comunicato stampa di Arcigay Nazionale:

GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA CONTRO L’AIDS, ON LINE IL VIDEO DI ARCIGAY: “SIAMO TUTT* SIEROCOINVOLTI”

Bologna, 30 novembre 2018 – “Siamo tutt* sierocoinvolti” è il claim della  campagna che Arcigay promuove in occasione del 1° dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids. Il video realizzato per veicolare la campagna lancia un doppio messaggio: un appello ad un’assunzione di responsabilità collettiva sulla riduzione dell’epidemia e dello stigma verso le persone con HIV, ma anche un messaggio informativo sul fatto che oggi una persona con HIV in terapia con carica virale non rilevabile non trasmette il virus. “Siamo tutti sierocoinvolti – spiega Michele Breveglieri, responsabile Salute nella segreteria nazionale di Arcigay –  significa che ha sempre meno senso, se mai lo ha avuto, dividere il mondo in sieropositivi (persone che vivono con HIV) e sieronegativi (persone che non hanno l’HIV), perché tutti hanno avuto, consapevoli o meno, e a vari livelli di prossimità, esperienza dell’HIV nella realtà degli incontri della propria vita o nell’immaginario delle proprie paure. La vera differenza oggi la fa proprio quell’assunzione di responsabilità collettiva, condivisa, di comunità, per cui si dice un secco no al muro avvelenato del silenzio, della paura e del rifiuto e si fa tesoro di tutti quegli strumenti di prevenzione che oggi ci sono e che consentono di godersi la vita e il sesso. Anche con l’HIV, per evitare nuove infezioni.”. Perciò è importante innanzitutto fare il test, per conoscere il proprio stato sierologico e, in caso caso di esito positivo, fare la terapia attraverso la quale abbattere la carica virale e l’infettività (TasP). Oltre alla TasP sono altrettanto importanti i metodi di prevenzione come l’uso del preservativo o della profilassi pre esposizione (PrEP), cioè il farmaco che assunto quotidianamente dalla persona sieronegativa impedisce al virus di attecchire. “La campagna – prosegue Breveglieri – ribadisce quindi un concetto che Arcigay veicola da tempo: una persona che vive con HIV e che segue una terapia efficace stabile, con carica virale non rilevabile, non trasmette il virus. Questo aspetto diventa non solo uno strumento di prevenzione contro la diffusione dell’HIV, ma anche un potente strumento di liberazione dalla paura. Paura di infettare (per le persone con HIV) o di infezione (per chi incontra persone con HIV). Nel video della campagna questo concetto lo ribadiscono, assumendosi quella responsabilità collettiva auspicata, uomini che vivono con HIV e uomini che non hanno l’HIV”, conclude. Il video, realizzato dall’agenzia creativa Pavlov, si è ispirato alla campagna The undetectables di GMFA del Regno Unito e ha coinvolto volontari di Arcigay Milano e Arcigay Verona. Tutte le informazioni sulla pagina www.arcigay.it/sierocoinvolti.

RAC – IMMIGRAZIONE: CAMBIAMENTI NORMATIVI E SOCIALI

IMMIGRAZIONE:
CAMBIAMENTI NORMATIVI E SOCIALI
incontro informativo

giovedì 29 novembre
ore 17:30
Sala Zanoni
via del Vecchio Passeggio, 1
Cremona

Gli enti aderenti alla Rete Antidiscriminazioni Cremona, tra cui Arcigay Cremona, organizzano in collaborazione con la Tavola della Pace cremonese un dibattito informativo sulle recenti novità ed i risvolti normativi e sociali in ordine ad immigrazione e sicurezza.

L’incontro si terrà giovedì 29 alle ore 17.30 in Sala Zanoni – via del Vecchio Passeggio 1 (Cremona) e tutti i cittadini e le cittadine sono invitati a partecipare.

Intervengono:
Rosita Viola – Assessora alla Trasperenza e Vivibilità Sociale del Comune di Cremona
Mauro Ferrari – sociologo e formatore
Talita Pini – operatrice legale presso il CIAC di Parma

La partecipazione è libera e gratuita.

evento facebook QUI
articolo sito RAC QUI

NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO

NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO.
L’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE NON SI TOCCA

La prima campagna realizzata da Arcigay per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre)
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Arcigay lancia la campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO. L’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE NON SI TOCCA

Sei istantanee, sei polaroid, per fotografare la violenza più subdola, quella che limita l’autodeterminazione e la libertà delle donne sul proprio corpo, sul proprio orientamento sesso-affettivo, sulla propria identità di genere e sulle proprie scelte di vita.

La campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” rimette al centro il corpo delle donne: un corpo liberato, non performante e non conforme, che chiede di occupare uno spazio pubblico e politico.

I corpi della campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” sono corpi “senza volti” perché la violenza sulle donne lesbiche, bisex, trans*, intersex e sulle donne che decidono di portare una gravidanza per altri/altre così come la violenza che colpisce tutte le altre donne, non guarda in faccia nessuna, calpestando i diritti di tutte.

La violenza di cui  si parla nella campagna non è solo la violenza fisica e psicologica, ma è anche la violenza che nasce da un sistema patriarcale e di oppressione alimentato da stereotipi e pregiudizi, basato sulla cultura dell’odio e del giudizio, rinforzata da una rappresentazione binaria della società. La violenza che si esprime attraverso un linguaggio sessista, non inclusivo, non rispettoso e per questo violento, che ammantandosi di paternalismo e di falsi moralismi, produce marginalizzazione e isolamento.

A questa violenza le donne protagoniste della campagna non si arrendono. In tutte le istantanee – anche in quelle in cui l’immagine è più impattante – il messaggio che emerge è positivo: le donne sono pronte a lottare per difendere il proprio diritto all’autodeterminazione. Come? Fermando la mano che viola, la mano che abusa, la mano che interviene senza consenso. E scegliendo invece di stringere la mano che accoglie, che unisce, che genera amore, che si sceglie.

Infine, le protagoniste della compagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” sono donne che prendono parola in prima persona, rifiutando ogni tentativo di sovra-determinazione da parte di altri/altre. Alle loro parole, fa da cassa di amplificazione la parola di Arcigay.

LE DONNE PROTAGONISTE DELLA CAMPAGNA

Michela, lesbica
Amo le donne. Starecon un uomo non cambierà ciò che sono
Lo “stupro correttivo” ai danni delle donne lesbiche è un crimine d’odio

Faraa, bisex
Non sono confusa, Non sono una facile. Sono bisessuale
Il pregiudizio sulla bisessualità alimenta le discriminazioni

Valeria, trans*
Non è una vagina a fare di me una donna
La violenza di genere colpisce anche le donne transgender

Federica, intersex
Ho il diritto dei scegliere il mio destino
Medicalizzazione e mutilazione genitale delle persone intersex è una violazione dei diritti umani

Giorgia, asessuale
Non c’è niente che non va in me. Per essere felice, non ho bisogno del sesso
Isolamento e marginalizzazione sono forme di violenza

Jackie, gestante per altri/altre
Essere madre è una libera scelta. Ma anche non esserlo, lo è.
L’espressione “utero in affitto” è violenza che si annida nel linguaggio