Tutti gli articoli di Lorenzo Lupoli

Convocazione Assemblea Ordinaria

QUESTA CONVOCAZIONE SOSTITUISCE LA PRECEDENTE

Ai sensi dello statuto è convocata per giovedì 14 aprile 2022 alle ore 18.30 in prima convocazione e per giovedì 14 aprile 2022 alle ore 19:00 in seconda convocazione l’assemblea ordinaria dei soci e delle socie del Comitato Territoriale Arcigay Cremona “La Rocca”.
L’Assemblea è convocata online sulla piattaforma “Google Meet”.

Per accedere è sufficiente seguire il seguente link: https://meet.google.com/upc-ygaj-jhm

Si ricorda che hanno diritto di voto le socie e i soci del Comitato Arcigay Cremona “La Rocca” iscritti entro la data di convocazione dell’Assemblea e in regola con il versamento della quota associativa annuale all’apertura dei lavori dell’Assemblea.
Sarà possibile rinnovare la propria tessera fino a prima dell’inizio dei lavori, per dubbi o chiarimenti su come procedere, contattaci all’indirizzo email cremona@arcigay.it.

Il Presidente del Comitato Lorenzo Lupoli

Ordine del Giorno:

  • presentazione e discussione delle iniziative in programma;
  • approvazione bilancio preventivo 2022 e consuntivo 2021;
  • varie ed eventuali.

DDL ZAN: IN PIAZZA CONTRO LA VERGOGNA DEL SENATO. NOI NON CI ARRENDIAMO

Quanto  accaduto  mercoledì  27  ottobre  al  Senato  è  un  fatto  che  ci  indigna  e  ci  fa  vergognare  come Paese,  prima  ancora  che  come  cittadin*,  persone  appartenenti  alla  comunità  LGBTI+  e  attivist*  del movimento.

La  scena  agghiacciante  dell’esultanza  e  del  lungo  applauso  dopo  il  voto  a  scrutinio  segreto  che  di fatto  ha  affossato  il  ddl  Zan,  restituisce  un’immagine,  di  fronte  a  tutto  il  mondo,  di  un  Paese retrogrado perché rappresentato da una classe politica, soprattutto tra le fila delle forze parlamentari di  destra,  che  ha  mostrato  il  suo  volto  oscurantista  di  fronte  alla  possibilità  di  rendere  l’Italia  un Paese più moderno e civile.

Eppure, come accaduto per l’approvazione della legge sulle unioni civili, la mobilitazione a favore dell’approvazione  della  legge  in  questione  partita  l’anno  scorso  con  le  piazze  di  ‘Da  voce  al rispetto’  e  ‘Dalla  parte  dei  diritti’,  è  proseguita  anche  quest’anno  con  la  campagna  social  a  favore del  #ddlZan  divenuta  virale  e  con  le  manifestazioni  di  “Non  un  passo  indietro”  che  hanno  visto milioni di persone schierate dalla parte della nostra comunità e a fianco del movimento LGBTI+.

Purtroppo  questo  non  è  bastato  ad  impedire  il  vergognoso  epilogo  andato  in  scena  al  Senato  che ancora  una  volta  ferisce,  offende  ed  umilia  milioni  di  persone,  cittadin*  considerat*  di  serie  b  e invisibili  per  lo  Stato.  Per  questo,  nel  fine  settimana,  anche  a  Cremona,  come  in  tutto  il  Paese.

Arcigay Cremona “La Rocca”, il Comitato Cremona Pride e il Collettivo studentesco il Megafono, sono  scesi  di  nuovo  in  piazza  per  dire  a  gran  voce  che  non  è  finita  qui,  che  non  ci  arrendiamo  e continueremo a lottare, anche per chi non può farlo e per chi non c’è più.  

Il presidio  ai Giardini di Piazza Roma di sabato  30 ottobre,  con un momento flash-mob preceduto dagli  interventi  delle  organizzazioni  che  hanno  lanciato  l’appello  alla  mobilitazione,  ha  visto  la partecipazione  di  almeno  250  persone,  con  l’adesione  delle  forze  politiche  di  centro-sinistra,  delle principali sigle sindacali, di molte associazioni e reti di cittadinanza ed è stato un successo ben oltre ogni aspettativa.

Grazie a chi ha partecipato, a chi ci sostiene e continua a farlo con fierezza, per costruire un Paese migliore,  insieme.  A  chi  ha  festeggiato  esultante,  per  aver  fermato  l’approvazione  di  una  legge  di civiltà, lasciamo solo la vergogna.

SCENDIAMO IN PIAZZA!

Il movimento LGBTQIA+ scende in piazza per protestare contro l’affossamento del DDL Zan
I numeri della votazione con cui il Senato ha affossato il DDL Zan pochi giorni fa sono inesorabili: la nostra classe politica è in larga parte contraria all’affermazione dei diritti e delle tutele per la comunità LGBTQIA+, secondo il casalasco Lupoli Lorenzo, Presidente del Comitato territoriale Arcigay Cremona “La Rocca”, associazione LGBTQIA+ che da anni organizza eventi e iniziative anche sul nostro territorio.

La comunità LGBTQIA+ di tutto il Paese ancora una volta è stata denigrata e umiliata da una decisione che di fatto ha messo la parola fine alla discussione e all’approvazione del DDL Zan, legge che prevedeva l’estensione delle aggravanti, già presenti nella legge Mancino, anche per gli atti discriminatori e le violenze subite per abilismo, genere, identità di genere e orientamento sessuale.

La scena agghiacciante a cui tutta Italia e il mondo intero hanno assistito mercoledì scorso, dopo la votazione al Senato, dei e delle parlamentari di destra esultanti ci indigna e restituisce un’immagine di una classe politica meschina e retrograda che si è opposta fino alla fine all’approvazione ad una legge efficace anche se frutto di un compromesso, che avrebbe reso il nostro Paese più civile, moderno e umano – prosegue Lupoli.

L’indignazione per quanto accaduto al Senato insieme alla solidarietà trasversale verso la nostra comunità, che si sta diffondendo su tutti i territori, ci fa capire che il Paese è dalla nostra parte, quella dei diritti. Per questo il mio appello è a proseguire la mobilitazione, a partire dalla partecipazione al flash-mob di sabato 30 ottobre dalle 13:30 alle 14:30, che si terrà presso i giardini di Piazza Roma a Cremona. Un’iniziativa organizzata dal Comitato Cremona Pride, Arcigay Cremona “La Rocca” e Collettivo studentesco il Megafono.

Un appello rivolto a tutta la cittadinanza, alle istituzioni, alle forze politiche e sociali, alle associazioni e ai sindacati, a tutt* coloro che vogliono unirsi alla lotta per i diritti e le tutele di chi è considerat* ancora cittadin* di serie B, perché i diritti o sono di tutt* o sono privilegi. Questo Parlamento – conclude Lupoli – non è stato all’altezza delle sfide di questo tempo, l’argine all’omobitransfobia continuerà a porlo il Paese, le associazioni, le reti informali e tutte le persone impegnate al nostro fianco, non lo Stato che ancora una volta ci considera invisibili e si gira dall’altra parte. Grazie a chi fino a ora si è battuto con noi, a tutti gli altri consegniamo la nostra vergogna.

QueerLab, ripartiamo insieme!

Laboratorio di formazione per attivistə LGBTI+ e volontarə di Arcigay condotto da Lorenzo Lupoli.

Domenica 17, alle 16, vi aspettiamo nella nostra sede di via Speciano 4, per un pomeriggio insieme.

‘QueerLab’ è un laboratorio esperienziale di formazione, della durata di 3 ore (dalle 16 alle 19) con attività di gruppo basate sulle metodologie dell’educazione non formale con l’obiettivo di coinvolgere e stimolare attivistə LGBTI+ e volontariə di Arcigay nella partecipazione alle attività di programmazione associativa.

L’ingresso è riservato a socə Arci/Arcigay, sarà possibile fare la tessera o rinnovarla prima del laboratorio ed è necessario avere il Green Pass.

Per maggiori info: cremona@arcigay.it

Dall’Assessore Salvatore parole gravi e inaccettabili

Di seguito il Comunicato Stampa di Lorenzo Lupoli, Presidente di Arcigay Cremona “La Rocca”.

“Le dichiarazioni dell’assessore Salvatore, durante la discussione in consiglio comunale sulla mozione a sostegno del ddl Zan presentata da CNC-Vappina, sono gravi e inaccettabili. Salvatore, nel suo ruolo istituzionale, dovrebbe rappresentare l’intera cittadinanza nel rispetto della laicità delle istituzioni, comprese le persone lgbti denigrate dalle sue parole di intolleranza e ostilità. L’assessore, inoltre, ha mostrato scarsa conoscenza di un fatto storico avvenuto il 17 maggio del 1990, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.

L’approvazione alla Camera dei Deputati della legge contro l’omobitransfobia, la misoginia e l’abilismo, avvenuta nel mese di novembre dello scorso anno, è stato un primo passo verso l’approvazione definitiva del provvedimento. La legge, il cui relatore è l’onorevole Zan, deve essere approvata al Senato ma sappiamo non sarà un passaggio scontato per l’opposizione delle destre che si è già manifestata nel dibattito alla Camera.

In particolare i/le rappresentanti di Lega e FDI, negando l’esistenza dell’emergenza sociale causata dal fenomeno dell’omobitransfobia, hanno perso un’occasione per rendere la destra italiana più civile e rappresentare degnamente le persone lgbti del loro elettorato. Un’occasione che ha perso anche la giunta Bongiovanni, durante l’ultimo consiglio comunale, utilizzando argomentazioni basate su fake news che qualsiasi cittadino/a casalasco è in grado di verificare.

Nel nostro Paese viene denunciata una violenza di stampo omobitransfobico ogni tre giorni: questo è quanto emerge dal report che ogni anno Arcigay pubblica in occasione del 17 Maggio, Giornata internazionale contro l’omobitransfobia, con 120 casi censiti dalla rassegna stampa negli ultimi dodici mesi che emergono tra quelli denunciati e resi notiziabili. Quest’anno, in particolare, se da un lato i mesi di lockdown hanno invisibilizzato o rarefatto gli episodi nei luoghi pubblici o nelle strade, dall’altro ci sono segnali drammatici che giungono dai contesti familiari, laddove il conflitto, esattamente come accade per le altre forme di violenza domestica, è stato compresso.

L’aspetto più drammatico di questo fenomeno è che di omobitransfobia si muore nel nostro Paese, lo dico con dolore e rispetto verso chi non ce l’ha fatta, perché si tratta di storie che oltrepassano i filtri complessi e opportuni che hanno i suicidi, nel racconto mediatico. Per questo il mio pensiero va a tutte le persone che dell’omobitransfobia portano le ferite o che non ci sono più e l’impegno di Arcigay nel percorso del Cremona Pride è anche per riscattare loro.”

“Il Comitato Cremona Pride – dichiara il presidente Mario Feraboli – stante le dichiarazioni dell’assessore Salvatore, ribadisce con forza la necessità e l’urgenza della propria azione. Esserci per dimostrare l’inadeguatezza di posizioni come quelle espresse giustificandole con il mantra della libertà di pensiero che va coltivata e ricercata con la conoscenza e il rispetto. Il contrario di ciò che abbiamo ascoltato e visto durante l’ultimo consiglio comunale a Casalmaggiore. Per questo, a gran voce, diciamo: via l’omobitransfobia dalle istituzioni”.