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Comunicati Stampa del presidente di Arcigay Cremona Gabriele Piazzoni.

FESTA DELLE FAMIGLIE 2019 a Crema – Comunicato



Domenica 5 maggio
, presso i giardini di Campo di Marte a Crema si terrà l’edizione lombarda della Festa delle Famiglie 2019Si tratta di una festa organizzata ogni anno dall’associazione di genitori omosessuali “Famiglie Arcobaleno”, ma è rivolta a tutti i tipi di famiglia, senza distinzioni, con l’obiettivo di conoscersi e stare insieme. La festa si tiene quest’anno per la prima volta in provincia ed è organizzata con la collaborazione di Arcigay Cremona “La Rocca”. L’evento ha avuto il patrocinio della Provincia di Cremona e del Comune di Crema, oltre all’adesione di Arci Cremona. Crema è stata scelta per la Festa di quest’anno per il suo impegno nella lotta alle discriminazioni e per la sua accoglienza, fortemente voluta dalla sindaca Stefania Bonaldi, verso le famiglie arcobaleno.
Crediamo che questa sia un’importante e piacevole occasione di condivisione che potrebbe far cadere tanti pregiudizi riguardo alle famiglie omogenitoriali, di cui molti parlano, ma che pochi conoscono davvero. Il primo antidoto contro la diffidenza è infatti l’incontro, un momento in cui vedere con i propri occhi quello che le parole a volte non bastano a spiegare, ovvero che pur nelle peculiarità di ogni nucleo famigliare siamo tutti accomunati dagli stessi sentimenti: amore, rispetto, voglia di stare insieme e un progetto di vita comune. Domenica siamo pronti e pronte a mostrare che i bambini che crescono in una famiglia dove sono presenti questi elementi sono sereni, indipendentemente dal genere delle persone che la compongono.
La giornata prevede tante attività fin dal mattino: una visita guidata della città dopo l’accoglienza alle 10.30 e a partire dalle 14:00 diversi laboratori e uno spettacolo di magia per i piccoli, oltre a un momento di approfondimento sulle trascrizioni anagrafiche.
Ilaria Giani – presidente Arcigay Cremona La Rocca

Scarica la locandina QUI per vedere il programma nel dettaglio.

Convegno “Disabilità e sessualità: oltre silenzi e pregiudizi” ECM

DISABILITÀ E SESSUALITÀ:
oltre silenzi e pregiudizi

SABATO 22 GIUGNO 2019
8:30 – 14:00

SALA BENACO – CREMONA SOLIDALE
VIA ZOCCO, 21
CREMONA

Pubblicità, riviste e programmi televisivi sono pieni di allusioni al sesso, ma educare alla sessualità, ovvero affrontare questo tema seriamente e consapevolmente, nel nostro paese, è ancora un grande tabù. Sembra un paradosso, ma parlare di sesso come bisogno o naturale conseguenza della vita affettiva di una persona scatena il pudore più di mille immagini ammiccanti e spesso volgari che ci bombardano ogni giorno.

La pruderie intorno alla sessualità si fa ancora più acuta quando coinvolge le cosiddette minoranze, come persone omosessuali, disabili o disabili omosessuali.

Nell’immaginario collettivo le persone disabili non hanno una vita sessuale, è scontato che non possano o addirittura che non siano interessate ad averla. Siamo vittime del pregiudizio che vuole che il sesso sia una prerogativa di chi è sano o che non ci si possa innamorare di una persona disabile. Ci è comodo pensare così, probabilmente perché l’argomento ci imbarazza o non sappiamo come affrontarlo.

Da queste riflessioni è nata l’esigenza di rompere il silenzio intorno a questi temi e organizzare un momento di riflessione libero dai pregiudizi.
Il convegno “Disabilità e sessualità” è organizzato e promosso da Arcigay Cremona “La Rocca” e Associazione Argilla che hanno messo insieme le loro sensibilità per un obiettivo comune: andare oltre i silenzi e i pregiudizi che avvolgono il tema della sessualità, etero o omosessuale che sia, nelle persone disabili. Il convegno vedrà la partecipazione di figure con competenze diverse in modo da affrontare l’argomento in maniera il più possibile completa: la docente universitaria Flavia Monceri, la psicoterapeuta e sessuologa Priscilla Berardi e la coordinatrice di servizi abilitativi di Fondazione Sospiro Silvia Berna daranno un taglio scientifico e medico al convegno, ma interverranno anche persone disabili venute semplicemente a raccontarsi, ovvero i rappresentanti di Gruppo Jump, un collettivo di persone disabili omosessuali del Cassero di Bologna, e Chiara Pedroni, la cremonese campionessa italiana di danza sportiva paralimpica in carrozzina. Chiuderà il convegno Stefano Ferrari, regista del documentario “Io, assistente sessuale” girato in Svizzera, paese in cui le persone disabili hanno diritto all’assistenza sessuale da parte di figure professionali.

Il convegno ha ottenuto il patrocinio del Comune di Cremona, di RAC Rete Antidiscriminazioni Cremona e di ASST Cremona.
La partecipazione dà diritto a 6.5 crediti ECM per le professioni sanitarie, ma è aperto anche alla cittadinanza, previa iscrizione entro il 15 giugno al link https://forms.gle/xf8ByqYrj4D3KzRf8

Scarica la locandina QUI per conoscere il programma del convegno.

Per maggiori info:
cremona@arcigay.it
associazioneargilla@gmail.com

Ilaria Giani (presidente Arcigay Cremona “La Rocca”)

TORNANO “PADRE E MADRE” SULLA CARTA D’IDENTITA’, ARCIGAY: “GOVERNO ASINO”

Bologna, 4 aprile 2019 – “Un provvedimento anacronistico, colmo di tronfia ignoranza e destinato a mandare in tilt la pubblica amministrazione e i tribunali”: così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, reagisce al ritorno della dicitura “padre” e “madre” sulle carte d’identità dei minori, al posto della dicitura “genitori”, già in uso da anni a questa parte. “Quello che ci fa infuriare – prosegue Piazzoni – non è solo la deliberata volontà di discriminare le famiglie omogenitoriali, che è il motivo esplicito per il quale si produce questo arretramento, ma è anche la totale noncuranza con sui si innesta un grave cortocircuito nella macchina della pubblica amministrazione, che paralizzerà gli uffici e intaserà i tribunali. Solo un asino come Salvini poteva arrivare a tanta stupidità: ci spieghi il Ministro come faranno i funzionari delle anagrafi  ad emettere le carte d’identità dei figli delle famiglie omogenitoriali. Cambieranno genere seduta stante a uno dei genitori? E ha idea della valanga di procedimenti legali che questo provvedimento provocherà? Bene ha fatto Famiglie Arcobaleno a impugnare il decreto: un atto dovuto che sosterremo in tutte le sedi e, siamo certi, ci restituirà la prova tangibile del vuoto pneumatico che abita le stanze del Viminale. Infine: questa novità ci obbliga a prendere atto della sostanziale inazione del M5S a tutela dei diritti. Le dichiarazioni pubbliche contro le derive discriminatorie che abbiamo sentito in occasione della Conferenza mondiale delle Famiglie di Verona da parte degli esponenti del M5S restano pura propaganda priva di risvolti concreti se sono seguite da decreti che ci riportano indietro e cancellano i diritti dei minori. Il M5S vuole realmente arginare i deliri dei leghisti? è in grado di farlo? e soprattutto lo vuole realmente fare? Il cambiamento di cui sentiamo continuamente parlare dai grillini al momento è solo una tremenda restaurazione.”, conclude Piazzoni.

Congresso mondiale famiglie. INDIETRO NON SI TORNA!

 

È iniziato in queste ora a Verona il Congresso mondiale delle famiglie di cui si è molto parlato nelle ultime settimane.

Il congresso si chiama “delle famiglie”, ma in realtà è ancora una volta un’occasione per ribadire la superiorità della famiglia in cui uomo e donna hanno ruoli rigidamente distinti, limitando così le libertà di espressione e scelta degli individui.
Questo congresso non valorizza infatti la famiglia come luogo di legami, bensì esalta la famiglia cosiddetta tradizionale come unico modello formalmente legittimo, svilendo e tagliando fuori le tante realtà che da quel modello si discostano.

Tra i relatori del congresso ci sono inoltre personaggi dalla Russia e dell’Africa che criminalizzano l’aborto e che attuano politiche apertamente ostili verso le persone omosessuali e transessuali. È vergognoso che membri del nostro governo, oltre a offrire un penoso teatrino sulla concessione e poi il ritiro del patrocinio, prendano parte a un simile incontro insieme a rappresentanti di nazioni che violano quotidianamente i diritti umani.

Sembra incredibile! Alcuni nostri governanti non vogliono migranti africani in Italia, ma sono pronti a spalancare le porte alle ideologie retrograde che dai loro paesi provengono e da cui spesso scappano.

Arcigay, come molte altre associazioni e realtà, si mobilita e raggiunge Verona domani, 30 marzo, per protestare contro le idee promosse dal Congresso mondiale delle famiglie e per riaffermare il diritto di poter decidere del proprio corpo e di vivere liberamente la propria sessualità, affettività o identità.
Anche il comitato Arcigay Cremona “La Rocca” domani sarà a Verona per prendere parte alla manifestazione.
Non permetteremo che l’Italia torni indietro, ma anzi continueremo a lottare perché si vada avanti nel riconoscimento della diversità come valore e ricchezza e non come pericolo da reprimere.

Ilaria Giani – presidente comitato Arcigay “La Rocca”

“NON FA RIDERE”: ONLINE IL VIDEO DELLA CAMPAGNA DI ARCIGAY PER CONTRASTARE L’HATE SPEECH

L’iniziativa è inserita nel progetto europeo Accept realizzato assieme alla Fondazione Bruno Kessler. Monitorati più di 500mila contenuti in rete.

Bologna, 21 marzo 2019 –  Si intitola “Non fa ridere” la campagna social che Arcigay lancia per contrastare il discorso d’odio on line (hate speech), in particolare quello che maschera omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia con il velo dell’ironia, in modo da renderli socialmente accettabili e perfino virali sul web. L’iniziativa è inserita all’interno del progetto europeo Accept realizzato da Arcigay assieme alla Fondazione Bruno Kessler di Trento e che ha monitorato, grazie a una piattaforma progettata ad hoc dai tecnici della fondazione, per un anno (da marzo 2018 a febbraio 2019) quasi 530mila contenuti, tra tweet, news e post su facebook. Un gruppo di valutatrici e valutatori (diversi per provenienza geografica, sesso, orientamento sessuale, età, e livello di istruzione ma accomunati dalla dichiarata appartenenza a posizioni socio-politiche liberali, progressiste e democratiche). si è occupato di classificare i tweet (positivi se mostravano una posizione aperta e inclusiva nei confronti delle persone LGBTI, negativi se escludenti, discriminatori e offensivi, dubbi se il messaggio era ambiguo o poco decifrabile). L’analisi ha scremato il materiale e ha portato alla definizione di un campione di  5.189 tweet che hanno permesso di trarre alcune prime considerazioni: innanzitutto, i messaggi contenenti odio si possono dividere in tre cluster: mondo dello spettacolo, dibattito pubblico e attualità, diritti e temi etici. Le parole più ricorrenti nei messaggi negativi sono: ricchione, propaganda, ordine, natura. Quelle più ricorrenti nei messaggi positivi sono: cittadini, gruppo, associazioni, sociali. Nei messaggi dubbi troviamo: privilegio, battuta, scherzo, opinione. E ancora: i tweet più polarizzanti, ovvero quelli in cui i valutatori sono stati maggiormente in disaccordo, camuffano le parole di odio con intenti sarcastici. Una persona su dieci esprime posizioni discriminatorie quando tratta argomenti LGBTI, mentre quattro persone su dieci esprimono posizioni ambigue, almeno nella metà dei casi attribuibili ad un linguaggio ironico nella forma, offensivo negli intenti.

Sulla base di queste considerazioni, con l’aiuto dell’agenzia di comunicazione Pavlov, si è scelto di produrre una contronarrativa focalizzata sul  confine labile che esiste tra scherzo e offesa, tra libera opinione e linguaggio discriminatorio, mettendo in evidenza pericolosità e contraddizioni che si muovono su quel confine. L’odio si annida laddove si lascia passare il messaggio che esista un gruppo sociale più meritevole di un altro, in virtù del supposto possesso di caratteristiche migliori. Il video #nonfaridere cerca infatti di far emergere la parte razionale, estremizzando le dinamiche di quello che è accettato come “battuta”, ma che invece si configura come offesa gratuita.Il filmato stesso, condiviso sui social network, sarà oggetto di monitoraggio per misurare quantitativamente e qualitativamente le reazioni degli utenti del web alla contronarrativa. Il 15 aprile prossimo, infine, alla sede della Rappresentanza dell Commissione europea, in Palazzo Campanari a Roma, il progetto Accept sarà raccontato nel metodo e nel merito, con i dati, il video e tutte le analisi che ne conseguono.

 

Il video è disponibile anche sui nostri canali Facebook e Instagram.