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L’EREDITA’ DI PIPPO

Durante la serata Pippo & Friends del 17 ottobre scorso all’Arci di Soresina, abbiamo proiettato un estratto dell’intervista fatta a Giuseppe Pippo Begnis dal gruppo Silver di Arcigay nazionale, nel 2024.

🎬 E’ stato un momento molto coinvolgente! 🎞️​

​La sua è la preziosa testimonianza di una persona nata negli anni ’50, che ha vissuto la propria omosessualità in modo consapevole, coraggioso e visibile, quando farlo era una rivoluzione quotidiana, intrecciando il suo cammino con quello di Arcigay Cremona e della comunità LGBT+ italiana.

▶️​ La video intervista è anche disponibile per il download in versione ridotta ed in versione integrale; ecco i punti chiave:

​La memoria storica di “Silver Rainbow” 🔴 Attraverso la sua intervista, Begnis unisce il racconto personale a quello politico, offrendo la testimonianza di come l’attivismo sia nato “dal basso”, trasformando il peso del silenzio iniziale in una lotta collettiva per i diritti civili.

​​L’adolescenza e la consapevolezza 🟡 Pippo racconta la sua giovinezza vissuta in un’epoca storica complessa per l’omosessualità in Italia, caratterizzata dallo stigma, dall’isolamento e dalla forte influenza della cultura cattolica.

​​Il coming out pionieristico alla Olivetti 🟢 Un momento di svolta nella sua vita è stato il coming out pubblico fatto all’interno della fabbrica Olivetti, una delle aziende italiane storicamente più attente al tessuto sociale e ai diritti dei lavoratori. La sua visibilità in un grande contesto aziendale ha rappresentato un passo avanti cruciale per i tempi.

​L’attivismo in Arcigay Cremona ​🟣 Pippo è stato per alcuni anni volontario molto attivo di Arcigay La Rocca. Con costanza e dedizione, ha contribuito ad accogliere persone, a creare spazi sicuri di aggregazione, cultura e ascolto per la comunità cremasca e cremonese.

💫​ Durante la serata, Annalisa ha testimoniato con un toccante ricordo personale la strada percorsa insieme in associazione e l’impatto profondo che Pippo ha avuto sulla sua vita. Lo riportiamo per condividerlo con chi non ha potuto partecipare: 💫​

Quando ho pensato a cosa dire oggi per ricordare Pippo, mi sono resa conto che avrei potuto raccontare tantissime cose. Pippo aveva un cuore enorme. Era testardo come pochi, e forse è proprio per questo che andavamo così d’accordo.

Quando penso a lui, mi vengono in mente soprattutto i momenti semplici. Mi viene in mente quando ristrutturavamo la sede di Arcigay: io e lui a scartavetrare tutti i tavoli, a scollare pezzi di pavimento, a montare il bancone. E naturalmente c’era Piazzoni, che osservava con grande attenzione, fingendo di lavorare. Abbiamo passato pomeriggi interi lì dentro, tra cene, risate, progetti e un sacco di tè delle cinque. Una sera, rimasta con la macchina sequestrata nel cortile dell’associazione, Pippo, senza pensarci due volte, mi lasciò la sua per tornare a casa — la sua macchina, che avevo ribattezzato “la Topolino Mobile”. Davanti a un problema, lui non si chiedeva cosa fare: semplicemente faceva qualcosa per aiutarti.

Ma c’è un ricordo che per me è ancora più importante. Quando ancora non avevo fatto coming out con nessuno, ero alla Festa del Volontariato di Cremona. Passai davanti al banchetto di Arcigay e lì incontrai Pippo. Con tutta la sua sfacciataggine, mi si avvicinò, mi mise in mano un volantino e mi disse: “Ti aspettiamo in associazione”. Tutto qui. Lui non poteva sapere quanto fossero importanti quelle parole per me, ma da quel momento è iniziata un’avventura durata più di dieci anni. Arcigay è diventata una parte fondamentale della mia vita e tutto è cominciato grazie a quel suo invito. Abbiamo fatto anche il mio primo Pride insieme.

Negli ultimi anni ci eravamo persi un po’ di vista, ma questo non significa che fosse sparito dalla mia vita. Continuava ad avere un posto importante nel mio cuore. Le persone che lasciano davvero qualcosa dentro di noi continuano ad abitare i nostri ricordi nelle piccole cose.

Oggi non voglio pensare soltanto al dolore di non averlo più qui. Voglio pensare a lui mentre scartavetra un tavolo, mentre ci offre un tè o mentre avvicina qualcunə al banchetto e gli dice: “Ti aspettiamo in associazione”. Perché, in fondo, Pippo ha fatto proprio questo: ha aperto porte, ha fatto sentire le persone accolte e ha costruito luoghi e relazioni.

Per questo, più che dirgli addio, oggi voglio dirgli grazie. Grazie per i pomeriggi, i tè, i Pride, la Topolino Mobile e anche per tutte le volte in cui ci siamo scontrati. E soprattutto grazie per quel volantino. Non potevi saperlo, Pippo, ma quella frase avrebbe cambiato la mia vita. Il modo più bello per ricordarti sarà continuare a fare come te: aprire porte, accogliere le persone e costruire luoghi in cui qualcunə possa sentirsi finalmente a casa.