Riconoscimento di 2 mamme a Crema. “LA POLEMICA” su La Provincia.

Lo scorso 6 agosto è apparsa sul quotidiano “La Provincia” la lettera del sig. Guido Antonioli di Pandino, il quale commentava la dichiarazione di riconoscimento di due mamme da parte della sindaca Stefania Bonaldi di Crema.
Guido Antonioli sostiene nella sua lettera al giornale che il figlio della coppia di donne (come tutti quelli nati da coppie omogenitoriali) sia “eugeneticamente selezionato, fabbricato e mercificato” e che il bambino avrà un avvenire “affettivamente e sessualmente assai problematico”. Il sig Antonioli dipinge per i lettori un quadretto grottesco e offensivo della famiglia di cui parla, descrivendola così: “una mamma naturale, un padre sconosciuto e l’amante femmina di sua madre”.
La nostra risposta è no: quella famiglia è composta da un bambino e dalle sue due mamme. Punto. Le affermazioni di Antonioli mettono in luce quanto alcune persone abbiano ancora, purtroppo, le idee molto confuse su cosa significhi davvero essere genitore!

Ilaria Giani, presidente di Arcigay Cremona, ha risposto a quella “polemica” con una lettera apparsa stamattina su “La Provincia”.  Il quotidiano ne ha pubblicato una versione ridotta, qui invece trovate il testo per intero (le parti tagliate sono qui riportate in grassetto):

Gentile direttore, scrivo in risposta alla lettera di Guido Antonioli riguardo il riconoscimento della genitorialità di due persone dello stesso sesso.
Antonioli, facendo riferimento alle due mamme accolte a Crema dalla sindaca Bonaldi, dice che non si tratta di “due madri, ma di una madre e un padre sconosciuto”.
Credo che prima di affrontare il discorso dovremmo accordarci sul significato da dare ai termini. In particolare: cosa significa “padre” e “madre”?
Cosa fa di un genitore, un genitore: la somiglianza fisica e il patrimonio genetico? O l’amore e la cura nei confronti di quel bambino o quella bambina?
Ecco, io credo che la risposta giusta sia la seconda. È dimostrato che avere dei genitori eterosessuali non è garanzia di benessere per il bambino. Fior di studi sono giunti alla conclusione che nei figli di coppie omosessuali non c’è un’incidenza di disturbi maggiore che per i figli di coppie eterosessuali, né di presunti sviluppi “affettivamente e sessualmente” problematici.
Il dibattito su questo tema però è ancora caldo. Per molte persone un bambino ha il cosiddetto “diritto ad avere un padre e una madre”. Negare la genitorialità a una persona per questo motivo è però sbagliato e ingiusto nei confronti di tutte le parti coinvolte. Un po’ come se, in virtù del diritto di un bambino di avere genitori sani, i genitori con qualche patologia o disabilità non fossero riconosciuti tali.
Davvero queste caratteristiche o condizioni, che non c’entrano nulla con l’amore e la cura, possono far sì che sia disconosciuto quello che una persona fa per il proprio bambino o bambina?
Ammesso e non concesso quindi che per i bambini la famiglia omogenitoriale comporti uno svantaggio di qualche tipo (e, come è dimostrato dagli studi, non lo è intrinsecamente, ma caso mai lo diventa per gli ostacoli e i pregiudizi con cui la società “accoglie” le loro famiglie), non sarebbe comunque un buon motivo per infierire e punire quei bambini, negando loro il riconoscimento dei loro genitori.
In questo modo davvero li si priva di un diritto.
Negando il riconoscimento del secondo genitore, si fa un torto prima di tutto al bambino: qualora mancasse il genitore riconosciuto, l’altro sarebbe legalmente uno sconosciuto e non potrebbe continuare a prendersi cura del figlio, il quale perderebbe così entrambe le figure genitoriali, ovvero entrambe le persone che sono per lui un riferimento, che lo amano e si sono sempre prese cura di lui. Che lo hanno desiderato e messo al mondo.
Sì, perché questi bambini non esisterebbero se non ci fosse stato un progetto comune tra due persone. Un progetto di vita e di famiglia che arriva ben prima e vale forse di più dell’incontro dei gameti che fa il resto.
Vogliamo quindi ridurre la genitorialità al risultato di un atto sessuale (per il quale – siamo d’accordo – servono due cellule sessuali: una maschile e una femminile) o vogliamo pensare che sia una condizione che nasce da una volontà e da un progetto di vita consapevole (per il quale servono due persone motivate a crescere un altro essere umano)?
Lascio queste riflessioni ai lettori, sperando di averli stimolati a non liquidare frettolosamente la questione e ad andare oltre ad alcuni luoghi comuni.
Per chi volesse approfondire, Arcigay Cremona è a disposizione per fornire una bibliografia e i riferimenti agli studi scientifici riguardo a questo tema. È possibile contattarci all’indirizzo cremona@arcigay.it

Ilaria Giani

• Qui l’articolo sulla dichiarazione di riconoscimento, apparso il 2 agosto sul quotidiano online welfarenetwork: https://www.welfarenetwork.it/crema-coppia-di-mamme-il-comune-dice-si-20180802/

• Qui la lettera di Guido Antonioli pubblicata il 6 agosto su “La Provincia” e  di seguito la risposta di Ilaria Giani apparsa stamattina, 8 agosto.

LE RAGIONI DEL PRIDE @ ARCI FESTA 2018

LUNEDÌ 30 LUGLIO

ore 21:00

LE RAGIONI DEL PRIDE

Come e perché organizzare un Pride in provincia

incontro con:
Diego Zampolli – presidente Arcigay Mantova
Giuseppe Zampolli – responsabile marketing e comunicazione Mantova Pride
Valeria Nicoli e Gaia Ronzoni – responsabili volontari Mantova Pride
modera Ilaria Giani – presidente Arcigay Cremona

ore 22:00
Claudio Tedesco • Deejay Dave • Eric – DJ Set at Arci Festa 2018

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24ª Arci Festa 2018
pace cultura solidarietà
una nuova società civile in movimento

27 luglio • 6 agosto
Parco Didattico Scout
Via Lungo Po Europa, 12 • Cremona
ingresso libero

www.arcicremona.org

Proiezione “The constitution: due insolite storie d’amore”

Giovedì 21 giugno, in collaborazione con Arena Giardino – Cinema, si terrà la proiezione del film “The constitution: due insolite storie d’amore”.

Pluripremiato in tutta Europa, è la storia di tre persone molto diverse tra loro che, inaspettatamente e contro la loro volontà, si ritroveranno unite e dipendenti l’una dall’altra.

Vjeko, insegnante di scuola superiore che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della lingua croata e alla storia della nazione. Vive in un appartamento nel centro di Zagabria con suo padre Hrvoje, un Ustascia, un ufficiale dell’esercito fascista croato, ora costretto a letto da oltre sei anni. Inoltre, meno di un anno fa, Vjeko ha perso l’amore della sua vita, il violoncellista Bobo.
Senza più voglia di vivere e con seri propositi di suicidio, Vjeko trova piacere solo nelle passeggiate a notte fonda, quando vaga per la città vuota vestito da donna e con il viso truccato. Una notte un gruppo di uomini lo ferma, lo picchia e lo abbandona in strada privo di sensi.
In ospedale incontra Maja, un’infermiera che abita nel seminterrato del suo stesso palazzo. La donna lo riconosce e inizia a prendersi cura di lui e di suo padre infermo. In cambio Vjeko accetta di aiutare il marito di Maja, il poliziotto di origine serba, Ante, a preparare un esame sulla Costituzione croata.

Arcigay invita tutti alla proiezione del film, che si terrà giovedì 21 giugno alle ore 21:40 presso l’Arena Giardino a Cremona, presso il Parco Tognazzi.
Ingresso di 6€ per i possessori di tessera Arci e Arcigay.

Arcigay a Conte: “Subito delega a Pari opportunità”

Gabriele Piazzoni, segratario Nazionale di Arcigay, si rivolge al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte tramite un video, in cui fa appello ad assegnare la delega alle Pari Opportunità.

Di seguito un estratto del discorso:

“Caro Presidente del Consiglio, non può definirsi del cambiamento un governo che non tenga conto dei cambiamenti che sono avvenuti nella società italiana negli ultimi decenni. Non è possibile che ministri della Repubblica, come Fontana e Salvini, facciano discorsi che erano già vecchi anni fa”. Così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay, commenta le dichiarazioni del ministro per la famiglia Lorenzo Fontana secondo il quale non esisterebbero famiglie composte da genitori dello stesso sesso. “Presidente Conte – conclude Piazzoni – dia un segnale di discontinuità e assegni la delega alle Pari opportunità che si occupi di contrastare tutte le discriminazioni”.

Il sito ufficiale di Arcigay Cremona "La Rocca"