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HIV:40 ANNI DI LOTTA ALLO STIGMA

Era il 1981 quando il New York Times pubblicava un articolo dal titolo “Raro caso di cancro tra 41 omosessuali”. Fu così che l’AIDS venne presentato al mondo e la storia di quell’epidemia si legò a doppio filo a quella della comunità LGBTQIA+, in un circolo vizioso in cui omofobia e sierofobia si sono alimentate l’un l’altra fino ad oggi.

U=U è la campagna internazionale che racconta una rivoluzione iniziata nel 2008 con lo Swiss Statement: le persone che vivono con HIV e assumono correttamente i farmaci non trasmettono il virus per via sessuale. La sigla sta per Undetectable = Untransmittable, ed è traducibile con “Positivə ma non infettivə“. U=U è anche un metodo di prevenzione dell’HIV chiamato TasP.

La PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) è un farmaco che consente alle persone che non hanno l’HIV di ridurre sostanzialmente il rischio di contrarre il virus. E’ un’efficace forma di prevenzione per HIV ma non protegge da altre IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse) e prima di assumerla, oltre alla prescrizione medica, è necessario fare il test e altri esami.

Educare è preventHIVo!

Mercoledì 1 Dicembre, alle ore 18, in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, Arcigay Cremona La Rocca organizza un pomeriggio dedicato al tema del benessere e della prevenzione alle infezioni a trasmissione sessuale, presso il circolo Arcipelago in via Speciano 4.

L’iniziativa fa parte del percorso di avvicinamento al Cremona Pride 2022 ed è organizzata insieme ad Arcipelago, Collettivo studentesco Il Megafono, Comitato Cremona Pride, grazie alla preziosa collaborazione e presenza di ASST Cremona, Associazione Gruppo Pro-positivo BETA, Cooperativa di Bessimo onlus e Gruppo Articolo 32.

La prima parte dell’iniziativa, di carattere divulgativo e informativo, prevede gli interventi di:

– Roberto Poli Direttore del SerD ASST Cremona

– Maurizio Milesi medico infettivologo

– Carlo Giordano Vice-Presidente di Articolo 32

Nella seconda parte sarà possibile effettuare il test HIV rapido, anonimo e gratuito, grazie al coordinamento di Adriana Trovati, Responsabile del Progetto Torrazzo – Cooperativa di Bessimo. Durante la somministrazione dei test ci sarà la possibilità di usufruire di uno spazio di ascolto e di un breve colloquio di Counseling.

Nel corso della serata, inoltre, sarà presentata la mostra delle illustrazioni del collettivo di artivist* dei Conigli Bianchi, a cura di Giampaolo Rossi dell’Associazione Gruppo Pro-positivo BETA 2, che sarà visitabile da sabato 27 novembre a sabato 4 dicembre negli orari di apertura del Circolo Arcipelago.

Per partecipare all’iniziativa non è necessario prenotarsi ma è sufficiente essere munit* di Green Pass.

Vi aspettiamo numeros*, perché Educare è preventHIVo!

L’IDENTITA’ DI GENERE NON E’ UN CAPRICCIO

Arcigay Rete Trans* per il TdoR – Transgender Day of Remembrance 2021

L’identità di genere non è un capriccio, non è una moda.

È la percezione stabile di sé e della propria individualità maschile, femminile o oltre i generi binari.

Tutte le persone hanno una identità di genere. Ma solo alcune sono discriminate, violentate e uccise per la loro identità di genere.

La Rete Trans* di Arcigay attraverso le voci di Andrea, Vincent, Lorenzo, Miriam, Luca, Isabela e Lu ci racconta che cosa è l’identità di genere.

#TDOR2021

OpenBox – TDOR 2021

📅 Ogni 20 novembre dal 1999, si celebra il TDoR, ovvero il Transgender Day of Remembrance. Una ricorrenza della comunità LGBT per commemorare le vittime di transfobia.

🧾 L’evento venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998, avvenuto a ridosso della data in cui si celebra la ricorrenza, diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

🕯 A pochi giorni dal Transgender Day of Remembrance, Arcigay Cremona La Rocca incontra Francesco Brodolini, artista e attivista trans*.

L’incontro si terrà su Google Meet, giovedì 25 novembre dalle ore 21:15.

Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata: https://meet.google.com/usr-udss-kua
Oppure digita: ‪(IT) +39 02 3046 1954‬ PIN: ‪157 328 775‬#
Altri numeri di telefono: https://tel.meet/usr-udss-kua?pin=6624832689014

Modera l’incontro Lorenzo Lupoli, Presidente di Arcigay Cremona.

#NoBULLying – IDAHOBIT, ricorrenza importante

Arcigay Cremona La Rocca esprime gratitudine per il messaggio del Capo dello Stato che ci ricorda come sia importante «ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea».

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Queste le parole del Presidente Mattarella in occasione del 17 Maggio, Giornata internazionale contro l’omobitransfobia, una ricorrenza importante per tutta la comunità lgbti, in cui celebriamo il momento in cui l’Oms depennò l’omosessualità dall’elenco delle malattie.
Una violenza di stampo omotransfobico ogni tre giorni: questo è quanto emerge dal report che come ogni anno Arcigay pubblica in occasione del 17 maggio. Sono 120 i casi censiti dalla rassegna stampa degli ultimi dodici mesi che emergono tra quelli denunciati e resi notiziabili. Quest’anno, in particolare, se da un lato i mesi di lockdown hanno invisibilizzato o rarefatto gli episodi nei luoghi pubblici o nelle strade, dall’altro ci sono segnali drammatici che giungono dai contesti familiari, laddove il conflitto, esattamente come accade per le altre forme di violenza domestica, è stato compresso.

Per Lupoli – presidente di Arcigay Cremona – è importante sottolineare due aspetti. “Il primo, che si evince dalla lettura del report, è quello della persecuzione: le persone lgbti nei contesti di discriminazione sono prese di mira, la violenza non è per loro un’esperienza eccezionale, episodica, bensì ricorrente. In alcuni casi le persone lgbti sono costrette a cambiare casa per scappare dai contesti ostili. L’omobitransfobia è un’esperienza quotidiana, una sorta di monito che opprime le persone lgbti imponendo loro, molto spesso, comportamenti atti ad aggirarla o prevenirla: esistenze come queste sono corse a ostacoli, intollerabili in un Paese civile. Il secondo è ancora più drammatico: di omobitransfobia si muore nel nostro Paese, lo dico con dolore e rispetto verso chi non ce l’ha fatta, perché si tratta di storie che oltrepassano i filtri complessi e opportuni che hanno i suicidi, nel racconto mediatico, ma chissà quante altre storie con lo stesso tragico finale si sono consumate nell’indifferenza e nel silenzio”. Per questo – prosegue Lupoli – il mio pensiero va a tutte le persone che dell’omobitransfobia portano le ferite o che non ci sono più ma penso anche alle ragazze e ai ragazzi cacciati di casa, che spesso trovano reti informali pronte a sostenerli: la nostra quotidiana battaglia è innanzitutto per riscattare tutte e tutti loro.

Da quest’anno Arcigay Cremona aderisce al progetto #NoBULLying con lo scopo di promuovere una cultura delle differenze e contrastare ogni forma di discriminazione e violenza legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere, per favorire il superamento delle disuguaglianze secondo i principi espressi dall’art.3 della nostra Costituzione. Il progetto del MIUR, in collaborazione con Gay Center, con scuola capofila l’I.I.S.S. G.Ferraris di Molfetta (Bari), è finalizzato alla promozione dei servizi dell’associazione, come la linea telefonica Gay Help Line e la chat Speakly, e si svolge grazie a una rete di volontarie e volontari di Arcigay opportunamente formati. La scuola costituisce uno spazio di socializzazione in cui si possono manifestare atteggiamenti e comportamenti discriminatori, basati su pregiudizi e stereotipi, fino al verificarsi di episodi di bullismo motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere di chi ne è vittima. Questo significa – conclude Lupoli – che combattere l’omobitransfobia a scuola è fondamentale, perché i luoghi della formazione sono al centro del processo di costituzione dell’identità per milioni di giovani che popolano le scuole del nostro Paese.