
Martedì 20 marzo presso la Sala Eventi SpazioComune è stato firmato il protocollo d’intesa con cui si è istituita la RETE ANTIDISCRIMINAZIONI di Cremona (RAC).
Oltre ad Arcigay Cremona, hanno sottoscritto il protocollo voluto dal Comune di Cremona molte altre associazioni ed enti del territorio impegnati nel contrasto a ogni forma di discriminazione.
Fare RETE permetterà alle associazioni coinvolte di intercettare e gestire in maniera più rapida ed efficace i casi di discriminazione. Consentirà inoltre di indirizzare ai giusti sportelli le persone che appartengono a categorie vulnerabili e che chiedono consulenza, supporto o aiuto.
Maggiori info nell’articolo QUI
Vi invitiamo a visitare il sito della Rete Antidiscriminazioni Cremona, dove è possibile informarsi sulle associazioni aderenti, tenersi aggiornat* sulle loro iniziative e trovare i loro recapiti.
https://antidiscriminazionicremona.wordpress.com/



Arcigay Cremona “La Rocca” organizza un presidio presso il Cortile Federico II per ricordare le vittime dell’atroce strage avvenuta in un locale gay di Orlando. Al presidio hanno aderito finora il Comune di Cremona, Arci Cremona, ReteDonneSnoqCremona e Tavola della Pace di Cremona.
Con il termine omo/bi/transfobia ci si riferisce al sentimento negativo, all’avversione irrazionale, alle parole d’odio e agli atti di aggressione e violenza nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Più di 300 giorni fa il provvedimento che voleva aggiungere alla legge Reale-Mancino le aggravanti per omofobia e transfobia si è arenato in Commissione Giustizia al Senato. Chi si opponeva e tuttora si oppone al provvedimento sostiene di voler difendere la libertà di opinione, ma è davvero una semplice opinione quella che interferisce nelle vite delle persone limitandone libertà, sicurezza e benessere psicofisico? Come emerge dal report stilato da Arcigay, nel corso dell’ultimo anno la cronaca nazionale ha riportato la notizia di 104 episodi di omotransfobia -tra cui 2 omicidi e 2 suicidi- a cui vanno aggiunti gli episodi che non vengono intercettati dai media. Noi, certo, aspettiamo che il provvedimento fermo in Senato si sblocchi, ma una legge non è né sufficiente né necessaria: chiunque nel quotidiano può combattere l’omo/bi/transfobia praticando e promuovendo l’inclusione, evitando gli insulti e le parole d’odio entrate purtroppo nel vocabolario comune, educando i giovani al valore delle differenze, ma anche valorizzando ciò che ci accomuna, e aiutando chi ci sta vicino ad abbandonare i suoi pregiudizi.


